In Umbria in dieci anni sfratti per morosità aumentati del 142%

di Daniele Bovi

Il colpo di coda della crisi economica più grave degli ultimi decenni si abbatte anche sulle famiglie in affitto. In Umbria infatti, secondo uno studio della Cgia di Mestre presentato lunedì mattina, il numero di sfratti per morosità nell’ultimo decennio è esploso: +142% dal 2001 al 2010, con un picco massimo registrato dall’inizio del 2008 al 2010. Ad impressionare è non solo il numero assoluto in sé (977 sfratti nel 2010), bensì l’incidenza del fenomeno: su ogni mille famiglie in affitto infatti 16,5 hanno dovuto subire l’umiliazione dello sfratto per morosità. Un dato che colloca l’Umbria ai vertici in Italia dietro solo Emilia Romagna e Toscana. Inoltre non va dimenticato come l’analisi della Cgia non prende in considerazione le richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario o gli sfratti eseguiti proprio con l’intervento dell’ufficiale.

I dati Allargando lo sguardo all’ultimo decennio anche il +142% registrato nella regione si segnala come uno dei dati più alti d’Italia. L’Umbria è infatti al settimo posto dietro Marche (+316%), Lombardia (+249%), Calabria (+203%), Emilia Romagna (+180%), Trentino Alto-Adige (+170%) e Veneto (+164%).

Bortolussi: sempre più famiglie colpite «Rispetto ad un tempo – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – sono mutate anche le tipologie familiari colpite dallo sfratto per morosità. Se fino a qualche anno fa le più interessate erano quelle guidate da lavoratori dipendenti, da pensionati o da persone che erano state espulse dal mercato del lavoro, negli ultimi anni, invece, hanno assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti anche quelle composte da immigrati, da  famiglie con a capo un artigiano, un piccolo commerciante o da giovani titolari di partita Iva che, con l’aggravarsi della crisi, sono scivolate in condizioni di marginalità economica».

L’allarme delle associazioni Nelle scorse settimane i sindacati degli inquilini avevano lanciato l’allarme. «In Umbria – dissero nel settembre scorso in occasione di una conferenza stampa Sunia, Sicet, Uniat, Assocasa e Unione Inquilini – il problema degli sfratti per morosità raggiungerà livelli di vera e propria emergenza sociale». Nel mirino dei sindacati la riduzione, operata dall’ormai ex Governo, da 2,4 milioni a 182 mila euro appena del finanziamento per il Fondo sostegno affitti. La Regione ha invece raddoppiato il contributo del 2010 (portandolo da uno a due milioni di euro). «A peggiorare la situazione – aggiunsero però gli esponenti delle associazioni – c’è anche il fatto che la Regione ha deciso, per arginare i tagli al Fondo, di dare il contributo solo a chi non supera 11.900 euro di reddito». «In questo modo – è stato detto – saranno scartate il 60% delle famiglie che hanno fatto domanda».

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One reply on “Sfratti per morosità, boom in Umbria nell’ultimo decennio: +142%. Incidenza da record nella regione”

  1. Segnali gravissimi del disagio sociale e la Regione credo che debba aumentare il tetto di 11.900 euro di reddito (quale regola ha stabilito questo tetto ?) perchè non credo che chi superi questa cifra anche fino a 15.000 euro;per esempio, non abbia problemi economici a pagare un affitto.

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