L’assemblea degli azionisti del Servizio Idrico Integrato di Terni ha approvato con il 94,39 per cento delle quote del capitale sociale (26 soci su 29 presenti) le modifiche allo statuto societario precedentemente concordate dai soci. In base alle nuove decisioni inoltre, Asm cede proprie quote ad Umbriadue, controllata da Acea. Umbriadue passa così ad avere il 40 per cento, rispetto al 25, delle quote.
Le novità Le novità più rilevanti riguardano l’eliminazione di alcuni articoli statutari, in particolare l’8 e il 10, riguardanti il contributo dei soci al fabbisogno finanziario della società consortile e la responsabilità solidale dei soci verso terzi. Altre novità riguardano le funzioni dell’amministratore delegato che dovrà comunque riferire sulla gestione al consiglio di amministrazione con cadenza almeno trimestrale, la riorganizzazione della macrostruttura e l’introduzione del controllo contabile mediante società di revisione, sebbene tale attività sia già stata attivata dalla società da circa un decennio.
Le reazioni «La complessa operazione di razionalizzazione dell’assetto societario del Sii – spiega il presidente del Sii Carlo Orsini – consentirà alla società stessa di gestire l’acqua pubblica in maniera sempre più efficiente ed attenta alle esigenze dell’utenza. In tale modo si potrà contare su disponibilità finanziarie importanti da destinare non solo agli investimenti ma anche a tutti gli altri obiettivi propri del servizio di gestione quali, in primis, la tutela e la valorizzazione della risorsa acqua, garantendo altresì adeguate misure di salvaguardia ambientale». «E’ sicuramente un momento di svolta estremamente importantpe per la Sii – dichiara l’amministratrice delegata Tiziana Buonfiglio -– e la differenza l’ha fatta, e la farà, l’amore per il territorio, al quale con i fatti restituiremo la fiducia della quale ringrazio tutti i soci».
Critico il Psi «È ancora viva, evidentemente solo per noi e pochi altri, la battaglia di qualche mese fa contro l’estensione dell’autorizzazione dell’inceneritore di Maratta richiesta da Acea, che pure aveva visto i sindaci di Terni e Narni esprimere parere negativo. Quando i servizi di questo territorio sono affidati ad aziende di altri territori questi sono i rischi che si corrono. Non è stato fatto tesoro di quella vicenda e sono stati ripetuti gli stessi errori». Così Novelli e Ricci del Psi di Narni. «Cedere le quote di Asm, di fatto, ad Acea, significa accrescere, ancora una volta, il suo peso nel nostro territorio. Accompagnare tale operazione alla modifica statutaria approvata significa, addirittura, ampliare i suoi poteri decisori nella Sii. Noi siamo stati contrari. Abbiamo votato contro, unici, invocando una pausa di riflessione e facendo approvare al Consiglio Comunale di Narni, un ordine del giorno per aggregare gli altri comuni soci in un patto parasociale teso a limitare il potere di voto del privato. Anziché lavorare per la cessione delle quote di Asm, si doveva e si deve tuttora, lavorare per potenziarla e rafforzarla, per consolidarla finanziariamente, efficientarla ed ampliare la gamma di prestazioni da offrire alla nostra comunità, aprendola alla partecipazione degli altri comuni della provincia. Allo stesso tempo si doveva e si deve lavorare per potenziare e rafforzare il ruolo del
pubblico in Sii, non cedere quote al privato. L’acqua è un bene pubblico. Potenziarlo significa legare ad una governance di territorio i servizi del territorio, affinché sia erogati in maniera efficiente e rispettosa delle esigenze del cittadino».
Parrano Intanto da Parrano fanno sapere che il consiglio comunale ha votato no alla modifica dello statuto del Servizio Idrico Integrato di Terni, approvata dall’assemblea straordinaria dei soci Sii. Nella delibera votata si sostiene che nella proposta di modifica statutaria «manca una due diligence atta a verificare i costi di gestione, che risultano fuori misura anche in base al criterio dei “costi efficienti” previsto dal “metodo Arera” di calcolo delle tariffe. Manca, anche se più volte richiesta, inoltre una dettagliata informazione sul futuro economico della Sii, anche alla luce dell’ulteriore indebitamento». Nel merito delle modifiche allo statuto, il Consiglio sottolinea che “il testo proposto si propone di attribuisce all’amministratore delegato il potere di gestire il regolamento di consorzio anche attraverso la nomina di un direttore tecnico su proposta del socio Asm, nonché il potere di definire la struttura operativa ed organizzativa della società occorrente per la realizzazione del piano d’ambito e per l’adempimento agli obblighi derivanti dalla convenzione di gestione tra la società e l’Ega. All’amministratore delegato viene espressamente riconosciuta la competenza a definire il budget e il piano strategico. «È altresì necessario – sostiene ancora il Consiglio comunale – rafforzare il ruolo d’indirizzo e controllo della parte pubblica con la sottoscrizione di un patto parasociale tra i comuni, altrimenti è inutile avere il 51 per cento delle quote e bisognerebbe riprendere in esame il ritorno integrale della gestione in mano pubblica».
