di Iv. Por.
Continuano le proteste sulla trasformazione del Seppilli in struttura Covid. Ma Regione e azienda sanitaria procedono con l’impegno di completare i lavori entro la prossima settimana. Già, ma con quale personale per fare funzionare questa e altre strutture dedicate agli infetti da Sars-Cov-2?
Avviso per infermieri La Usl Umbria 1 ha diramato un avviso interno a tutto il personale infermieristico per chiedere una manifestazione di disponibilità a coprire turni di straordinario nella Rsa Covid Seppilli di Perugia e nella degenza medica Covid dell’ospedale di Città di Castello. Le disponibilità, si legge nell’avviso, vengono raccolte «in ragione dell’attuale e perdurante stato emergenziale Covid-19» e si precisa come «l’attività extraoraria è da considerarsi aggiuntiva rispetto a quella prevista per il rapporto di lavoro subordinato che il dipendente svolge regolarmente presso la propria sede di lavoro».
Forte malumore Inutile nascondere che tra gli infermieri, già sotto forte stress per l’aumento del carico di lavoro in un periodo così difficile, serpeggi un certo malumore. «Ci viene chiesto di fare lo straordinario in una struttura Covid e poi, il giorno dopo, di tornare nell’orario di servizio a lavorare a contatto con malati e persone fragili in reparti non Covid, questo è inaccettabile – dice a Umbria24 un operatore che preferisce restare anonimo -. È palese che, in simili condizioni, metteremmo a rischio noi stessi ma soprattutto i pazienti che dovremmo proteggere».
Rischi per personale e malati Un avviso simile era circolato nelle scorse settimane per coprire i turni nei punti di prelievo dei tamponi ‘drive through’. «Lì il rischio era sicuramente più contenuto perché si entra in contatto con una persona potenzialmente positiva per pochi secondi e con tutte le protezioni – viene fatto notare – ma in una struttura Covid il rischio di infettarsi è molto più alto». E i numeri, con 259 operatori sanitari positivi in Umbria testimonierebbero come da parte delle aziende non si fa abbastanza per tutelare i lavoratori. «C’è una gestione dissennata che non tiene nettamente separati i percorsi Covid e non Covid e questi sono i risultati. Tutti noi siamo disponibili a fare di più in questa fase e lo stiamo facendo ma non basta certo allettare con lo straordinario per coprire carenze di personale e inefficienze organizzative.
Seppilli: sindacati contro Intanto sul Seppilli il fronte sindacale dei pensionati è compatto nel dire no alla trasformazione in struttura Covid. Venerdì mattina Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil dell’Umbria si sono confrontati con il direttore sanitario della Usl Umbria 1 Massimo D’Angelo e con i dirigenti del distretto di Perugia ribadendogli la ferma opposizione alla trasformazione (anche se parziale e temporanea) della Rsa. Scelta definita «sbagliata e pericolosa perché non tutela né gli ospiti né gli operatori. Si crea una commistione – hanno sottolineato – che rischia di mettere in difficoltà i tanti utenti del servizio socio sanitario in via della Pallotta. Continuiamo a chiedere alla Regione Umbria di non ripetere le scelte deleterie già compiute in Lombardia». Al termine dell’incontro, riferiscono i sindacati, si è «positivamente convenuto un percorso con la direzione sanitaria e con la struttura tecnica. Un confronto periodico di cadenza settimanale per avere a disposizione i dati sull’emergenza Covid rispetto agli anziani nelle tante strutture della Asl. Un confronto che continuerà la settimana prossima. Su questo versante Spi, Fnp e Uilp hanno garantito il loro impegno per la tutela degli anziani fragili in un momento così delicato e difficile».
Assemblea online E sul turbolento fronte sanità sabato Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl dell’Umbria daranno vita a un’assemblea online, aperta alla stampa, nella quale interverranno lavoratrici e lavoratori della sanità dai vari presidi della regione. L’appuntamento è per le ore 10. «Abbiamo deciso di convocare questa assemblea aperta alla stampa perché siamo profondamente insoddisfatti dall’atteggiamento e dalla modalità di gestione della sanità in Umbria. Un metodo che ci sta portando al disastro – spiegano le categorie della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl, Uil – Servono interventi immediati, a partire dalle assunzioni a tempo indeterminato di personale e dal pieno rispetto della sicurezza di chi lavora. Solo un vero coinvolgimento dei lavoratori della sanità nelle scelte della Regione potrà consentirci di uscire dalla crisi nera nella quale siamo sprofondati».
