di Chia.Fa.
Entro il 30 giugno approvazione del progetto preliminare di fusione dei Comuni di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo. Questo il termine fissato dal protocollo d’intesa elaborato dai due enti e mercoledì pomeriggio al vaglio dei consigli comunali convocati in seduta congiunta alla presenza, non soltanto dei sindaci Marcello Bioli e Andrea Pensi, ma anche della governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini e dell’assessore regionale Antonio Bartolini. Alla vigilia dell’assemblea, però, otto consiglieri comunali d’opposizione eletti a Gualdo, Giano e Castel Ritaldi hanno presento una mozione ai rispettivi uffici di presidenza per chiedere di coinvolgere nel progetto anche Castel Ritaldi e Montefalco. Ma andiamo con ordine.
Il precedente a cinque nell’Orvietano
Fusione dei Comuni di Giano e Gualdo Mercoledì al teatro comunale di Gualdo si riuniranno i due consigli comunali chiamati a votare il protocollo d’intesa che in nove articoli definisce il percorso istituzionali e relativi tempi di attuazione per centrare l’approvazione del progetto di fusione. In particolare, col documento si stabilisce che prima del via libera al previsionale 2016, atteso entro il 30 aprile, i due Comuni dovranno elaborare le convenzioni per unificare i servizi dei municipi ad eccezione di quelli demografico, elettorale e di ragioneria. Contestualmente è prevista la costituzione immediata di gruppi di lavoro composti dagli apicali dei due municipi e dai relativi assessori competenti al fine di «armonizzare i regolamenti relativi all’organizzazione dei servizi oggetto di convenzionamento e studiare misure di coordinamento degli atti di programmazione vigenti».
Approvazione entro giugno 2017 Il lavoro più impegnativo spetterà, però, al gruppo di lavoro composto da sindaci Bioli e Pensi, da tre consiglieri comunali per ciascuna delle due assemblee e dai segretari generali degli enti chiamati a predisporre il progetto preliminare di fusione di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo. Per il percorso istituzionale, il protocollo prevede anche la possibilità di richiedere supporto a professionisti esterni esperti in materia o dipendenti pubblici di comprovata esperienza, chiedendo l’intervento della Regione sia per l’individuazione delle figure in questione che per la copertura delle spese. La definizione del progetto e relativa approvazione da parte dei due consigli comunali è fissata per il 30 giugno 2017.
Progetti comuni Tra le pieghe del documento già recapitato da giorni ai consiglieri comunali coinvolti figurano anche una serie di «progetti comuni» che i due enti in vista della fusione dovranno realizzare «per rafforzare la vocazione unitaria del territorio». Si tratta di una serie di interventi di natura intercomunale o comprensoriale come asilo nido, biblioteca e casa della salute, ma anche un piano di edilizia sociale integrato e costituzione del gruppo di Prociv. Il timing del protocollo prevede dodici mesi di tempo, ossia fino al 30 giugno 2018, per la fase di partecipazione e consultazione, mentre spetta per legge alla Regione l’organizzazione della fase istituzionale, ossia quella relativa al referendum per la fusione e all’eventuale iter per l’approvazione del disegno di legge.
«Estensione anche a Montefalco e Castel Ritaldi» Martedì, però, a poche ore dalla seduta congiunta dei consigli di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, i consiglieri di opposizione Michele Antonini, Serena Massimi, Daniele Profidia (Gualdo Cattaneo), Anna Clelia Moscatini, Jacopo Barbarito (Giano dell’Umbria), Daniele Cimarelli, Leonello Celesti e Fabio Scarponi (Castel Ritaldi) hanno presentato una mozione congiunta per estendere la fusione anche a Castel Ritaldi e Montefalco: «Vogliamo creare un unico grande ente, realizzando un processo di razionalizzazione istituzionale e amministrativa ampio e di prospettiva, in grado di assicurare protagonismo regionale a questo territorio e ai suoi 19 mila abitanti. Superare le visioni campanilistiche, nello spirito del legislatore nazionale, è possibile solo attraverso un progetto che unisca più realtà, che acquisti un peso specifico importante e che possa così beneficiare pienamente degli incentivi statali e regionali, offrendo alla popolazione servizi adeguati. In questo modo – concludono – arricchiamo la proposta minimale e asfittica individuata dalle amministrazioni di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, chiamate ora a fare propria quella vocazione trasversale, aperta al dialogo e coraggiosamente riformista così a lungo sbandierata».
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