di Daniele Bovi
Complessivamente 839 mila euro, la maggior parte dei quali destinati al Comune di Perugia per la Corte d’appello. Nei giorni scorsi il ministero della Giustizia guidato da Andrea Orlando ha pubblicato il decreto, firmato dal direttore generale delle Risorse materiali, beni e servizi, che ripartisce 58,4 milioni di euro ai Comuni italiani come acconto per le spese sostenute nel 2013 per la gestione degli uffici giudiziari. Una boccata d’ossigeno importante arriverà per Perugia: a palazzo dei Priori infatti vanno 654 mila per quanto riguarda la Corte d’appello, mentre per i tribunali di Spoleto e Orvieto vengono stanziati rispettivamente 91 mila e 47 mila euro.
Le risorse Soldi ci sono anche per le sezioni distaccate soppresse: per il Comune di di Foligno ci sono 30 mila euro, per quello di Gubbio 6.800, per Todi settemila e per Città di Castello 809 euro. Piccoli, piccolissimi anticipi ci sono anche per gli uffici dei giudici di pace: 107 euro per Castiglione del Lago, 3.100 per Città della Pieve, 116 euro per Norcia. Attualmente, in base alla legge del 1941 che regola la materia, le spese per i locali comunali a uso degli uffici giudiziari, comprese riparazioni, manutenzione, pulizia, illuminazione, riscaldamento, servizio di custodia e così via fino alla cancelleria, sono a carico dei municipi.
Le regole Le spese gravano per intero sui Comuni sede di giudice di pace, di tribunale o di Corte d’appello e solo a titolo di parziale rimborso lo Stato eroga ai municipi, spesso con notevole ritardo, un contributo stabilito annualmente dal ministero della Giustizia sulla base dei consuntivi delle spese sostenute dalle amministrazioni. In genere l’acconto ammonta all’incirca al 70 per cento di quanto garantito nell’anno precedente, mentre il restante 30 per cento arriva entro il 30 settembre. Un sistema arrivato al capolinea dato che a partire dal primo settembre di quest’anno, come stabilito dalla legge di Stabilità 2015, le spese obbligatorie di funzionamento saranno trasferite al ministero della Giustizia. Seppur non immediati, i risparmi per i Comuni dovrebbero aggirarsi all’incirca intorno ai 300 milioni di euro.
Perugia Per quanto riguarda il Comune di Perugia, solo di affitti palazzo dei Priori sborserà 1,2 milioni di euro in meno, mentre considerando tutto il resto (dalle riparazioni alla cancelleria) ogni anno l’amministrazione comunale deve sostenere una spesa vicina ai tre milioni di euro. I vantaggi delle nuove norme dovrebbero far sentire pienamente i loro effetti a partire dal 2016, mentre relativamente al 2015 i risparmi, secondo quanto calcolato dalla Commissione per la revisione della spesa comunale, dovrebbero ammontare a circa 375 mila euro.
Twitter @DanieleBovi
