Nel gennaio 2025, la commissione Lancet sull’obesità ha introdotto una nuova definizione della malattia, ampliando significativamente i criteri diagnostici tradizionali. Questa evoluzione metodologica potrebbe avere ripercussioni anche sulla valutazione dell’obesità in Umbria, offrendo una visione più precisa e stratificata della salute della popolazione regionale.
Tradizionalmente, l’obesità è stata definita attraverso l’Indice di Massa Corporea (Bmi), con valori superiori a 30 considerati indicativi di obesità. Tuttavia, il Bmi non distingue tra massa grassa e massa muscolare e non considera la distribuzione del grasso corporeo. Per affrontare queste limitazioni, la Commissione Lancet ha proposto un modello diagnostico che integra il Bmi con misurazioni antropometriche aggiuntive, come la circonferenza vita, il rapporto vita-altezza e il rapporto vita-femore. Questa nuova definizione consente di identificare individui con un Bmi nella norma ma con accumulo di grasso viscerale, una condizione associata a rischi metabolici elevati. Inoltre, distingue tra obesità clinica, caratterizzata da disfunzioni organiche, e obesità preclinica, priva di segni evidenti di malattia ma comunque a rischio di svilupparla.
Sebbene non siano disponibili dati specifici sull’Umbria applicando i nuovi criteri, è possibile ipotizzare un impatto significativo. Studi condotti su ampie coorti, come quello del Massachusetts General Hospital su oltre 300.000 adulti statunitensi, hanno evidenziato un aumento dell’obesità dal 43% al 69% utilizzando la nuova definizione. Questo incremento è stato principalmente dovuto all’inclusione di individui con obesità solo antropometrica. Se applicato all’Umbria, tale approccio potrebbe rivelare una prevalenza più alta di obesità, specialmente tra gli adulti anziani, una fascia d’età particolarmente vulnerabile. Tenuto conto, come noto dell’alta incidenza di popolazione anziana nella nostra regione, c’è da prevedere una incidenza persino maggiore della media nazionale.
L’adozione dei nuovi criteri diagnostici potrebbe comportare una revisione delle politiche sanitarie regionali. Le autorità sanitarie umbre potrebbero considerare l’implementazione di programmi di screening che includano misurazioni antropometriche aggiuntive, al fine di identificare precocemente individui a rischio e intervenire tempestivamente. Tale approccio potrebbe contribuire a ridurre l’incidenza di malattie correlate all’obesità, come il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari, migliorando la qualità della vita dei cittadini.
In Umbria, secondo l’indagine 2023 del sistema “OKkio alla Salute” che coinvolge le scuole primarie, il 26,6 % dei bambini presenta un eccesso ponderale, fra sovrappeso (18,4 %) e obesità (7,0 %). Fra gli adulti umbri, dati della Regione Umbria per il biennio 2020-2021 riportano che il 32,6 % della popolazione in età 18-69 anni è in sovrappeso e il 12,2 % è obesa. Nel contesto complessivo, in Umbria circa il 44,6 % della popolazione adulta risultava nel 2022 in eccesso ponderale (sovrappeso o obesità) e l’11,3 % degli adulti era obesa.
