di Ivano Porfiri

Basta scivolare o inciampare dentro le mura di casa propria per rimanere invalidi. Sono decine ogni giorno i piccoli infortuni domestici che vedono vittime le casalinghe, ma alcuni di essi sono gravemente invalidanti o perfino mortali. Dal 2001 al giugno 2012 sono 27 le casalinghe umbre a cui è stata riconosciuta una «pensione» per aver subito infortuni che hanno causato invalidità superiore al 27%, due delle quali sono decedute. Il 90% è stato causato da caduta fortuita.

Assicurazione I dati sono forniti dall’Inail, che ricorda come il 31 gennaio scada l’assicurazione obbligatoria per le casalinghe. Uno strumento introdotto da circa 10 anni che, a fronte del pagamento di una piccola cifra (12,91 euro cui sono esentate le persone con reddito inferiore a 4.648,11 in famiglie con reddito complessivo inferiore a 9.296,22) garantisce un vitalizio per infortuni gravi a una categoria prima esclusa dalle tutele del mondo del lavoro.

I numeri In Umbria finora si sono assicurate 22.765 persone (15.031 a Perugia e 7.734 a Terni) di cui 867 hanno autocertificato di essere sotto la soglia di reddito e quindi esentate dal pagamento. Sono donne nel 99,19% (185 gli uomini che si sono assicurati come «casalinghi») e la gran parte ha età tra i 33 e i 60 anni (oltre 15 mila casi), ma 1.592 sono ultra 65enni. Il 94% sono italiani.

Gli infortuni In circa 11 anni il totale degli infortuni denunciati è di 507. Di questi 472 sono stati respinti come «negativi»: erano infortuni con invalidità inferiore al 27% o persone non in regola con l’assicurazione (l’Inail non garantisce ogni infortunio come avviene per altre categorie di lavoro, ma solo gli assicurati). Hanno ricevuto una rendita, invece, 27 infortunati gravi. Di questi, due sono deceduti, quindi il premio è andato ai familiari. La maggioranza delle rendite è andata ad infortunate con un’età compresa tra i 56 ed i 65 anni (circa il 70% del totale), e la circostanza più diffusa di infortunio domestico è quella dovuta a scivolamento, «inciampamento» e caduta (circa il 90%).

Fino a 1.300 euro In caso di infortunio riconosciuto l’Inail corrisponde all’infortunato una rendita che va da 186,17 euro al mese nel caso di una invalidità permanente pari al 27%, fino ad una rendita di 1.292,90 euro al mese nel caso di invalidità pari al 100%. L’infortunio mortale è equiparato al 100% di invalidità e prevede la rendita ai superstiti (figli minorenni o fino a 26 anni se vanno all’università).

Le regole Sono obbligati ad assicurarsi coloro che hanno un età compresa tra i 18 ed i 65 anni e che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell’ambiente in cui si dimora. Esclusi invece coloro che svolgono altra attività che comporta l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale. In caso di prima assicurazione va ritirato l’apposito il bollettino di pagamento presso gli uffici postali, le sedi Inail, le associazioni di categoria (Donne Europee Federcasalinghe, Moica e Scale Ugl). In caso di rinnovo coloro che si sono già iscritti negli anni passati hanno già ricevuto dall’Istituto il bollettino precompilato da pagare entro il 31 gennaio.

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