Per gli studenti umbri, il diritto allo studio diventa sempre più un nodo da sciogliere. La decisione della Giunta regionale di modificare i criteri di accesso alle borse di studio di scuola superiore finanziate dal ministero dell’Istruzione ha scatenato l’indignazione dell’Unione degli studenti. Il sindacato che ora chiede «spiegazioni e un confronto immediato con le istituzioni». Nel pomeriggio è arrivata la risposta dell’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli: «Sono dalla parte degli studenti e comprendo il loro sdegno, ma non è corretto alimentare false aspettative. Riduzione del limite Isee è buon senso».
Meno idonei Il nodo centrale della protesta riguarda il ridimensionamento della soglia Isee per l’accesso alla borsa di studio di 150 euro, dopo che lo scorso anno quasi la metà degli aventi diritto è rimasta senza contributo. La misura, secondo Uds, produce l’effetto di una riduzione del numero di beneficiari, «restringendo il bacino di idoneità – ha spiegato Margherita Boniotti, coordinatrice regionale – lasciando senza sostegno economico molte famiglie già in difficoltà. Come Unione degli studenti chiediamo delle spiegazioni sui nuovi provvedimenti presi dalla Giunta regionale sul ridimensionamento del bacino della soglia Isee per accedere alla borsa di studio di soli 150 euro». Nello specifico, la soglia Isee massima per accedere alla borsa, che in precedenza era fissata a 15.748 euro, è stata abbassata a 10.140 euro. «Lo status di “idoneo non beneficiario” – continua Boniotti – deve essere compensato con ulteriori misure, piuttosto che con un ulteriore restringimento dei requisiti economici».
Trasparenza e confronto Uds accusa inoltre la Regione di aver preso questa decisione senza un’adeguata consultazione con le parti interessate. Il sindacato studentesco lamenta l’assenza di un dialogo preventivo adeguato e chiede con urgenza un tavolo di confronto con la Giunta e con l’assessore Fabio Barcaioli per approfondire gli strumenti a disposizione della Regione «affinché il diritto allo studio venga tutelato in maniera più efficace». Per di più, il provvedimento regionale, dicono gli studenti, si inserisce in un contesto più ampio di definanziamento dell’istruzione pubblica a livello nazionale: «I tagli locali aggravano una situazione già critica».
Abbandono Il nuovo provvedimento preoccupa gli studenti anche per quanto riguarda l’abbandono scolastico. «In Umbria – dice Boniotti – ha raggiunto il 5,6 per cento. È il più alto d’Italia. La riduzione delle borse di studio potrebbe peggiorare ulteriormente il fenomeno, rendendo più difficile per molti ragazzi proseguire il proprio percorso scolastico. Occorrono risposte ambiziose e strutturali per contrastare la crisi economica, la povertà educativa e garantire il diritto allo studio».
Le richieste Oltre a chiedere spiegazioni sui tagli, l’Unione degli studenti avanza richieste precise. «Pretendiamo che l’attenzione della Giunta sia maggiore verso l’istruzione pubblica, portando avanti una lotta continua contro il caro scuola e lo stanziamento di sostanziali aiuti nelle situazioni di disagio degli studenti e delle studentesse della nostra regione così da garantire il diritto allo studio di tutti e attuare misure contro la dispersione scolastica». Secondo il sindacato, la battaglia per tutelare il diritto allo studio deve essere corale e condivisa, coinvolgendo non solo gli studenti, ma anche chi lavora quotidianamente nelle aule e nei corridoi per formare il futuro del Paese. La palla ora passa alla Giunta regionale.
La risposta Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, che si dice «al fianco degli studenti nel chiedere maggiori fondi al ministero dell’Istruzione per il diritto allo studio», sottolineando inoltre la volontà di «mantenere un dialogo costante con le associazioni e i rappresentanti degli studenti». In merito alla questione delle borse, l’assessore Barcaioli ha spiegato che «l’adeguamento della soglia Isee per l’accesso alle borse di studio è stato un gesto di buon senso. Lo scorso anno, con un Isee a 15.000 euro, circa il 50 per cento degli aventi diritto sono risultati idonei, ma non finanziabili per esaurimento risorse. Oltre al danno economico anche la beffa di non aver ottenuto le risorse dopo aver perso tempo a presentare domanda e aver sperato nel contributo».
Le cifre «Comprendiamo le preoccupazioni espresse dagli studenti – ha continuato l’assessore – e confermiamo che il nostro obiettivo rimane quello di sostenere coloro che si trovano in condizioni economiche difficili. Abbiamo adottato criteri più mirati, al fine non alimentare false aspettative». Per le borse di studio a favore degli studenti iscritti agli istituti della scuola secondaria di secondo grado, per l’anno scolastico 2024/2025, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha messo a disposizione un importo pari a 331.793,17 euro, «il 5 per cento in meno rispetto allo scorso anno, quando già erano rimasti senza contributo 2.318 famiglie» si sottolinea in una nota stampa dell’assessorato.
Dialogo Per quanto riguarda le accuse di scarsa trasparenza e mancato dialogo, Barcaioli mostra apertura: «Il dialogo con gli studenti è per me fondamentale. Ho incontrato gli studenti dell’Uds non appena insediato e se fosse giunta una nuova richiesta di incontro o una chiamata ufficiale da parte loro, l’avrei sicuramente accolta con la massima disponibilità. Il confronto è parte integrante del mio lavoro e sono sempre pronto ad ascoltare le esigenze del mondo studentesco per trovare insieme le migliori soluzioni».
