Il ministero dell’Istruzione rifinanzia le «sezioni primavera», i servizi educativi rivolti ai bambini di età compresa tra 0 e 3 anni e che hanno carattere integrativo rispetto all’offerta delle scuole materne e degli asili nido. Soddisfatta la vicepresidente umbre, Carla Casciari.
Lieta sorpresa «La notizia del rifinanziamento del servizio arriva dopo un periodo di preoccupazione – afferma Casciari –. Pur essendo ricomprese nell’accordo triennale 2010-2013, per l’anno in corso non sembrava che il ministero avesse stanziato le risorse previste. Il ritardo, aveva generato momenti di incertezza, anche se le Regioni non erano state informate ufficialmente di nessun ulteriore taglio ai finanziamenti. Di fatto i gestori dei servizi educativi hanno avviato la programmazione delle attività senza nessuna sicurezza sul fronte economico».
I numeri in Umbria Le sezioni primavera, come sperimentazione del Miur, nascono a seguito di un accordo del 2007 in Conferenza Unificata delle Regioni e poi ribadito nel 2010 con un altro accordo di durata triennale. In Umbria i servizi per i bimbi fino a tre anni attivati sono 44, di cui 31 sezioni primavera paritarie e 13 pubbliche. Di queste 33 sono finanziate direttamente dal ministero. «Tutte – secondo Casciari – hanno reso un importante servizio alle famiglie accogliendo complessivamente 648 bambini tra i 24 e 36 mesi. Per la Regione Umbria tutte le sezioni primavera sono state comprese nel sistema integrato dei servizi alla prima infanzia disciplinato dalla legge regionale ‘30/2005’ e rientrate nell’ambito dei programmi di riparto delle risorse regionali dedicate a tutti i gestori di servizi da 0-3 anni».
Finanziamenti in calo La vicepresidente umbra evidenzia che il finanziamento del Miur ha portato in Umbria risorse per ogni singolo servizio tra i 10 mila e 30 mila, che per l’Umbria negli anni ha significato un finanziamento complessivo di circa 3 milioni di euro per tutti e 5 gli anni di finanziamento anche se, nel tempo, il contributo nazionale è diminuito: «Infatti, mentre per i primi due anni sono stati garantiti circa 700 mila euro, lo scorso anno le risorse sono state dimezzate a 365 mila euro. La cifra è confermata anche per l’anno in corso».
I pericoli scampati Ricordando che le sezioni primavera, in particolare nei territori dei piccoli Comuni sopperiscono alla carenza di strutture per la primissima infanzia, la vicepresidente evidenzia che, «un’eventuale soppressione del finanziamento avrebbe comportato, oltre che un grave disagio per le famiglie ed i bambini accolti, anche una conseguente riduzione di posti di lavoro in un comparto già fortemente penalizzato».

