Un'aula dell'Alberghiero di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

di D.B.

Quasi quattrocento docenti della scuola dell’infanzia e di quella elementare hanno presentato in Umbria il loro curriculum (i termini scadevano giovedì) per la chiamata diretta che verrà fatta da parte dei dirigenti scolastici. Da quest’anno infatti così come previsto dalla Buona scuola cambia il sistema di reclutamento: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Un cambiamento presentato dal Miur, che nei giorni scorsi ha pubblicato un lungo elenco di criteri ed esperienze acquisite che dovranno fare da base per le scelte, come una vera e propria rivoluzione copernicana per puntare al potenziamento dell’autonomia scolastica; un meccanismo però contestato in modo duro dai sindacati che parlano di un margine di arbitrarietà lasciato ai presidi troppo grande. L’elenco di criteri ed esperienze però come precisato dal Ministero è «esemplificativo e non esaustivo» e così, protestano i sindacati, i presidi avranno troppi margini.

Date e numeri In tutto in Umbria hanno inserito il loro curriculum nel sistema del Ministero 390 insegnanti, ovvero il 96 per cento della platea interessata. Tutto parte dalle esigenze delle scuole e dai loro capi di istituto che dovranno tenere conto del Piano dell’offerta formativa e di quello di miglioramento della propria istituzione scolastica. Per quanto riguarda infanzia e primaria la scelta dei dirigenti arriverà entro il 18 agosto, mentre per i docenti della secondaria di primo grado ci sarà tempo per caricare il curriculum dal 6 al 9 agosto e dal 16 al 19 per quelli delle superiori. Quanto all’individuazione, gli insegnanti delle medie saranno chiamati a ricoprire un ruolo entro il 18 agosto mentre quelli delle superiori entro il 26. E per chi non sarà chiamato a coprire nessuna cattedra niente paura: se non scelti dai presidi, dice il documento del Miur, il posto verrà individuato dagli uffici scolastici regionali. Il che, spiega chi critica la riforma, costituisce un’anomalia dato che chi non viene scelto dal dirigente per una scuola potrebbe comunque entrarci dalla finestra grazie all’Ufficio scolastico regionale.

Giannini Tornando a infanzia e primaria, in tutta Italia complessivamente hanno presentato un curriculum 20.517 docenti, cioè il 92 per cento della platea interessata: «Il dato – commenta il ministro dell’istruzione Stefania Giannini – evidenza l’alta adesione dei docenti alla novità che abbiamo proposto, superando gli schemi del passato. Una vera e propria rivoluzione culturale che punta ad una sempre maggiore qualificazione dell’offerta formativa, mettendo al centro gli studenti e le competenze degli insegnanti».

Twitter @DanieleBovi

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