Presentate alla comunità le tre opere restaurate del Parco delle Sculture di Brufa, frazione di Torgiano. Lo scorso venerdì in piazza Mancini a Brufa, in occasione della 37esima edizione di Scultori a Brufa. La strada del vino e dell’arte, sono stati esposti i restauri de La porta di Dionisio di Giuliano Giuman, Ianuae di Nino Caruso e Il grande segno di Loreno Sguanci. Le opere del parco, collocate all’aperto e soggette alle intemperie, richiedono periodicamente una manutenzione, talvolta non affatto semplice per competenze differenti a seconda delle diverse tecniche e dei materiali adoperati.
Scuola Il complesso restauro di Ianuae, di Nino Caruso, è stato affidato agli studenti del dipartimento di arti grafiche tridimensionali del Liceo Artistico B. Di Betto di Perugia, sotto la supervisione dell’insegnante e artista Marco Mariucci. La delicata operazione si è svolta nel corso di ben due cicli scolastici, e ha contemplato la sostituzione e il rifacimento di parti dell’installazione, l’illuminazione e la copertura di parti dell’opera con pietra delle cave Borgia da Tuoro sul Trasimeno. Per gli studenti l’attività si è configurata come percorso di “Formazione scuola- lavoro”.
Restauro «Non si è trattato di un rifacimento, ma di un vero e proprio restauro – ha spiegato Mariucci – in quanto sono state interamente rifatte le formelle dell’opera di Caruso utilizzando gli stampi in gesso originali (nove totali) che ci sono stati prestati dai figli dell’artista, Stefano e Andrea Caruso, dopo vari incontri e riflessioni succeduti al primissimo intervento di ripulitura, fatto con gli studenti nell’a.s. 2019-2020. Abbiamo realizzato 150 formelle, cotte una prima volta a bassa temperatura, a 1000⁰, in attesa della seconda e definitiva cottura ad alta temperatura, 1280⁰».

