Il maestro Mogol (Foto Umbria24)

di Mario Mariano e Maurizio Troccoli

Il telefono di Mogol è bollente. La redazione di Umbria24 ci prova per ore a contattarlo ma la linea è sempre occupata. Dopo l’ennesimo tentativo eccolo alla cornetta. «Ma cosa è tutto questo putiferio? Io mi chiamo fuori da tutto, ho una reputazione, una storia, mica voglio finire sui giornali per una questione che non sta nè in terrà nè in cielo?» Giulio Rapetti, in arte Mogol è un fiume in piena, però scandisce bene i concetti, parole e musica che sono in sintonia: «Faccio una premessa, io non sono nè di destra nè di sinistra, lo sanno tutti, figurarsi se sono della Lega».

La telefonata La polemica esplode dopo che sia Repubblica che Corriere, oltre al ‘Fatto Quotidiano’ e ad altri giornali nazionali, pubblicano la notizia che Mogol avrebbe scritto un inno per la Lombardia ma che Maroni glielo avrebbe rispedito indietro perchè non gli sarebbe piaciuto. «Ogni volta che vado a votare mi regolo per quello che ritengo il meno peggio. Dunque tanto tempo fa – chiarisce Mogol a Umbria24 sulla vicenda – mi chiama l’assessore alla Culutura della Lombardia e mi dice: ‘Senti qua, ti andrebbe di scrivere un inno per la Lombardia, per la tua regione insomma?’ La lega non c’entrava un fico secco, l’assessore mi fa parlare con Formigoni, gli dico che mi impegnerò a studiare qualcosa e dopo un po’ gli mando il mio progetto, quello di rispolverare una mia vecchia canzone che avevo dedicato a Chico Mendes. Arrangio la musica e per un pezzo non ho saputo più nulla, ho tanto da fare, me ne ero perfino dimenticato».

La polemica Appena il Maestro fa una pausa, si fa in tempo a chiedergli come mai tutto il can can sul web e non solo. «Me lo spieghi lei, io non ne so nulla mi dicono del Corriere che si è occupato della questione, ma la verità la conosco solo io e sono certo che le miei parole non verranno fraintese da nessuno. Maroni mi ha telefonato e mi ha detto che voleva vedermi, che la canzone doveva essere più rocchettara, si dice cosi? Ma cosa vuol dire? Dai vediamoci e vedrai che una soluzione la troviamo, ha aggiunto Maroni. Io sono rimasto a questo punto. Non so nulla di inno alla Lega, di inno che non piace a Maroni a me non hanno mai contestato una canzone, io non lavoro su commissione. Ho scritto un inno alla Ternana di cui sono acceso tifoso ed è piaciuto. Piace ai tifosi rossoverdi e piace anche agli sportivi. Altro non so, ripeto, con me non può avercela nessuno, su Maroni non metterei la mano sul fuoco, voglio dire che io non ho mai avuto nemici, lui forse qualcuno ce l’ha».

Una balla Il saluto è alla Mogol: «Senta, adesso le ho detto tutto, spero mi chiamino in tanti per dire a tutti che questa storia dell’inno per la Lega è una balla». A presto maestro e buona musica, come quella che ha fatto sognare diverse generazioni.

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