Dopo Città di Castello e Narni, lo scontrino antiviolenza potrebbe arrivare a breve anche a Perugia. Martedì infatti in consiglio comunale sono stati depositati due ordini del giorno da parte della m5s Francesca Tizi e dei gruppi del centrosinistra (Pd, Idee persone Perugia e Rete civica Giubilei) che chiedono alla giunta di farsi promotrice dell’iniziativa, lanciata dalle Democratiche umbre con l’obiettivo di portarla in tutti i Comuni della regione, nei confronti delle farmacie e delle altre attività commerciali. In calce a ogni scontrino apparirebbe la scritta «Se sei vittima di stalking o violenza chiama il 1522».
SCONTRINO ANTIVIOLENZA, CASTELLO APRIPISTA
Sensibilizzazione «Per le donne vittime di violenza – ricorda il centrosinistra – il momento più complesso e critico in termini psicologici ma anche di sicurezza stessa delle vittime, è proprio la richiesta di aiuto, capire se farlo e anche come farlo». Parlando di numeri in aumento i gruppi osservano poi che è «necessaria la più diffusa sensibilizzazione e informazione in merito ai servizi messi a disposizione delle vittime di abusi per far emergere situazioni di violenza e di stalking, non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello regionale e territoriale». Lo scontrino «può costituire un modo discreto per mantenere una mano sempre tesa verso le donne vittima di violenza».
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Panchine rosse Oltre che dello scontrino, la pentastellata Tizi parla in una nota anche della proposta, avanzata in occasione dell’8 marzo, di verniciare di rosso alcune delle panchine dei parchi più frequentati della città, apponendo targhette con il numero dei centri antiviolenza «per mantenere un faro acceso sul drammatico problema della violenza sulle donne e per non dimenticarne le vittime. Le anchine rosse – dice Tizi – sono un simbolo che invita chi dovesse passarvi accanto a fermarsi, a riflettere e, quindi, a non dimenticare, a mantenere alta l’allerta perché la panchina rossa è idealmente occupata da una presenza invisibile, la presenza delle tante donne che hanno perso la vita, delle tante donne vittime di violenza».
