Sconforto degli operai. Gli operai dipendenti dell'azienda Merloni scioperano con striscioni e conducono la loro manifestazione occupando i binari della stazione di Fossato di Vico
Protesta operai Merloni Ottobre 2010

Venerdì 28 gennaio è il giorno dello sciopero generale dei metalmeccanici. «Uno sciopero per riconquistare il contratto nazionale, senza deroghe, per difendere i diritti dei lavoratori, la democrazia e la rappresentanza sindacale. Per ribadire, insomma, che la scelta compiuta dalla Fiat alle Carrozzerie di Mirafiori e a Pomigliano D’Arco è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra», dice la Fiom Umbria.

Partenza alle 9.30 La Fiom dell’Umbria si prepara così alla mobilitazione. Lo sciopero, di otto ore, sarà accompagnato da una manifestazione regionale che si terrà a Perugia, dalle ore 9.30davanti alla concessionaria Fiat di via Piccolpasso. “Una scelta non certo casuale – hanno spiegato in una conferenza stampa Maurizio Maurizi e Attilio Romanelli, segretari generali della Fiom Cgil di Perugia e Terni – perché Fiat rappresenta in questo momento l’avanguardia di un attacco ai principi e ai valori della Costituzione Italiana e ai diritti di lavoratori e lavoratrici. Con gli accordi di Mirafiori e Pomigliano infatti – hanno sottolineato i segretari Fiom – si aumenta lo sfruttamento e l’orario di lavoro, si lede il diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in colpo solo anni di lotte e di conquiste”. E al fianco della Fiom venerdì ci sarà anche la Cgil. Lo ha ribadito, segretario generale del sindacato umbro, che ha sottolineato come tutta la confederazione sia pienamente coinvolta nella battaglia a difesa dei diritti e del contratto nazionale.

Respingere modello Marchionne “Il modello Marchionne va respinto con forza e qui in Umbria in modo particolare – ha affermato Bravi – perché il fatto che la nostra regione, con livelli salariali più bassi della media nazionale, stia subendo in maniera pesante gli effetti della crisi, dimostra che da essa non si esce abbassando il livello delle tutele e dei diritti, ma invece costringendo il sistema delle imprese a misurarsi su un nuovo modello di sviluppo”. Bravi ha anche portato alcuni nuovi dati dell’osservatorio Cgil sulla situazione di crisi che continua a colpire la regione. “I numeri della Cig a dicembre continuano ad essere allarmanti – ha detto – siamo infatti la regione in cui l’incremento di ore autorizzate rispetto a dicembre 2009 è più forte: +94,85%, contro una media nazionale del 31,68%

Le criticità umbre Così come preoccupante è la situazione del settore metalmeccanico. “In provincia di Perugia – ha detto Maurizio Maurizi, segretario provinciale della Fiom – solo un piccolissima quota di aziende sta vivendo una lieve ripresadi fatturati e volumi, mentre permangono molte situazioni critiche. Oltre alla ben nota Merloni – ha proseguito – abbiamo diverse aziende di 200-300 dipendenti che stanno finendo la cassa integrazione straordinaria (Trafomec, Nardi, settore installazioni telefoniche). E poi c’è la Perugia in cui sta per scadere il contratto di solidarietà”.

La situazione del Ternano Nel Ternano invece a preoccupare sono soprattutto le Pmi – ha aggiunto Attilio Romanelli per la Fiom di Terni – qui abbiamo circa il 34% di lavoratori interessati dalla cassa integrazione. E la situazione più a rischio è nella meccanica, dove si lavora con gli ordinativi dell’anno precedente e dove quindi gli effetti della crisi sono assolutamente tutti presenti. Qualche segnale positivo si registra invece in – ha concluso Romanelli – dove è in atto una piccola ripresa dei volumi”. Poi Romanelli ha voluto richiamare l’attenzione su un caso specifico: quello della

Giovani Idv con la Fiom “I giovani dell’Idv sfileranno al fianco della Fiom in nome del principio costituzionale che attribuisce al lavoro un valore fondante della Repubblica e dell’individuo stesso. Non c’è merce o accordo aziendale che possano essere barattati con la dignità del lavoratore. Lo sappiamo bene noi ultimi arrivati, che da anni scontiamo una quotidiana ‘Mirafiori under 30’, caratterizzata da contratti umilianti, lontani anni luce da una normale prospettiva di vita. Che questo sciopero sia un punto di partenza, una risposta decisa a un mondo adulto, capace di propinarci solo prostituzione, di qualunque ordine e grado”.

Locchi: Marchionne non è modernità “Il presidente del gruppo regionale del Partito democratico, Renato Locchi parteciperà domani all’iniziativa organizzata a Perugia dalla Fiom Cgil. “A fronte di un mondo che è cambiato e che continua a cambiare – scrive Locchi in una nota – debbono naturalmente mutare anche le relazioni sindacali e rispetto a ciò è auspicabile che si ritrovi un’unità tra le grandi organizzazioni che rappresentano i lavoratori. Non è comunque accettabile – aggiunge – che tutto ciò significhi gravi passi indietro nel mondo del lavoro in fabbrica, peraltro già pagato meno che negli altri Paesi europei più sviluppati. Non sono tra coloro che ritengono che ciò sia segnale di modernità come ci vogliono da tempo far credere i vari Marchionne e Sacconi. Al contrario – osserva – queste posizioni e questi atteggiamenti rappresentano molto più semplicemente l’Italia che arranca e arretra”.

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