È stato il piccolo Comune di Vallo di Nera a farsi portavoce delle difficoltà di ricezione del segnale Rai che si registrano in oltre 4 mila comuni montani. Il sindaco Agnese Benedetti ai microfoni della trasmissione Di Martedì di Giovanni Floris in onda sulla La7 ha chiesto a Raiway di reinvestire sul territorio montano il gettito aggiuntivo del canone per potenziare ripetitori e strumenti di trasmissione anche in quelle aree interne dove i cittadini pagano la Rai ma hanno difficoltà anche a vedere e il tg regionale.
Problemi di ricezione tv in Valnerina La battaglia su cui si sta spendendo il primo cittadino di Vallo di Nera è naturalmente sostenuta dall’Uncem, l’unione dei comuni e degli enti montani, che nelle ultime settimane chiesto ai 4 mila municipi colpiti dal disservizio di approvare in consiglio l’ordine del giorno con cui si chiede di avviare una mappatura completa su tutto il territorio: «In Valnerina e nelle zone interne del’Umbria centinaia di persone hanno problemi di ricezione soprattutto dopo il passaggio dall’analogico al digitale e hanno difficoltà a vedere anche l’informazione regionale, nonostante abbiano pagato e pagheranno il canone con la bolletta dell’energia elettrica».
Ordine del giorno per Raiway in 4 mila Comuni I dati elaborati da Uncem confermano che nelle aree appenniniche e alpine sono circa cinque milioni le persone che hanno ancora problemi di ricezione «perché – è il messaggio – vi è mai stata un’adeguata mappatura nazionale del problema da parte della Rai che nel contratto di servizio deve garantire il segnale al 95% della popolazione. E il restante 5%? Tre milioni di persone senza la parabola e il decoder tvsat non vedrebbero i primi tre canali Rai. Quattro milioni vedono con il digitale terrestre i primi tre canali Rai ma più niente dopo il settimo. Ecco perché i Comuni insieme a Uncem chiedono di investire il gettito aggiuntivo del canone per potenziare il segnale e aggiungere i ripetitori». «» «»
Gettito aggiuntivo canoni per impianti in aree interne Non sfuggi ai piccoli comuni come nell’8% del Paese siano state le Comunità montane, oggi Unioni montane, a installare a loro spese ripetitori per servire borghi alpini e appenninici neanche troppo isolati. E in questo senso risultano almeno 200 i ripetitori gestiti in house: «Che il gettito maggiore ottenuto con l’inserimento dell’imposta per il possesso della tv nella bolletta elettrica sia destinato al potenziamento del segnale nelle Terre Alte, mi sembra un obiettivo necessario per un Paese moderno, con un servizio televisivo pubblico capace di raggiungere tutti i territori, tutti i cittadini – spiega Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem e presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna – con il rinnovo del contratto di servizio, questo sviluppo e questa presenza capillare deve essere un fattore da prendere in considerazione, non certo residuale».
