Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) attuativo dell’articolo 35 dello Sblocca Italia che già in passato ha agitato gli animi dei No inceneritori, prevedendo specificatamente per l’Umbria un nuovo impianto di incenerimento da 130 mila tonnellate: «Per Terni – commenta il comitato – è un segnale di allarme».
Inceneritore in Umbria E poi: «Malgrado le note inviate dalla Commissione europea e da vari enti come Regioni e Arpa – scrivono gli attivisti umbri – il piano nazionale dei nuovi inceneritori non dovrà nemmeno passare la Vas (valutazione ambientale strategica). Ovviamente per Terni questo è un segnale di allarme e ora la Regione dovrà mettere nero su bianco la soluzione. La versione degli accordi interregionali di cui ha tanto parlato la presidente Marini dove è? Cosa prevede? Non ci risulta nulla, ma soprattutto che logica è quella di produrre rifiuti da mandare in incenerimento magari in un’altra regione e non lavorare alla rimodulazione degli impianti di trattamento meccanico oggi esistenti con tecnologie che recuperano materia da riciclare dall’indifferenziato? Solo così non si useranno inceneritori e non si riempiranno discariche fino al collasso». All’orizzonte forse una nuova manifestazione, il Comitato fissa appuntamento al Centro sociale Il Rivo alle 21 di mercoledì.
