di Maria Giulia Pensosi
«È andata bene. È bello vedere la città così viva e frequentata», «Terribile, dalle 20 in poi nessuno scontrino», «Benino, ci si prova». Luci ed ombre potremmo dire, un tiepido “Sbaracco di fine estate” per i commercianti di Terni che venerdì sera hanno tenuto alzate le serrande di circa 80 negozi del centro città nell’ambito di una serata che è stata ricca di iniziative e sinergie con lo scopo di far vivere il centro. E il centro era vivo, frequentato, anche se nei negozi la calca non c’era. La calca non c’era, ma nemmeno il deserto. Umbria24 nel corso della serata ha raccolto umori, sensazioni, prime impressioni dei commercianti. Lo scopo? Offrire una prima lettura dell’iniziativa; una prima lettura (lo “Sbaracco” continuerà anche nella giornata e nella serata di sabato) che vuole portare ad una riflessione costruttiva, e non distruttiva, per la città.
“Sbaracco di fine estate” Partiamo dall’Abc. Lo “Sbaracco” quest’anno è stato organizzato da Confartigianato Imprese Terni in collaborazione con Comune di Terni, Terni Comics e Comitati di via. Lo scopo di questa sinergia è stato quello di rendere il centro città più attrattivo con un venerdì sera dedicato allo shopping, ma allietato anche da diverse attività: musica dal vivo, animazione, quiz in piazza della Repubblica e postazioni con fumetti dal vivo di disegnatori di Terni Comics. E in centro c’era anche la “Run&Walk by night” dell’Amatori podistica Terni. Uno scopo a dir poco nobile, una sinergia incoraggiante. E se “l’essenziale è invisibile agli occhi”, gli occhi hanno comunque visto. Hanno visto cittadini passeggiare per il centro, gustare un gelato, osservare le vetrine illuminate nei negozi, ma anche entrare nelle attività commerciali, provare vestiti, o semplicemente curiosare. E ancora fermarsi in piazza della Repubblica per il quiz dal vivo, iniziativa che ha conquistato. Per i commercianti però i risultati sono anche numeri, quelli scritti sugli scontrini. Scontrini che non tutti hanno stampato venerdì sera, in orario “straordinario”, prima di tirare giù le serrande alle 23 (qualcuno anche un po’ prima, qualcuno anche un po’ dopo).
Ombre E torniamo quindi all’osservazione iniziale: luci ed ombre. I primi negozi in cui Umbria24 è entrata non hanno rilasciato dichiarazioni incoraggianti. La premessa è che il campione intervistato, sottolineiamo la parola “campione”, è volutamente vario: dai negozi di vestiti, a quelli di oggettistica, ristorazione e prodotti vari. Vario, e raccolto in orari diversi. Dicevamo, i primi umori, poco prima delle 22, sono stati cupi. Alla domanda «Come è andata la giornata e come sta andando la serata?» la prima risposta raccolta, di una commerciante in corso Tacito, è stata: «La serata? Terribile». E Umbria24 si è fermata qualche minuto, per capire. La seconda commerciante, sempre in corso Tacito, si è accodata praticamente agli umori della prima. La terza idem, anche abbastanza disillusa. La quarta attività, questa volta in una traversa del corso, direzione corso Vecchio, concorda con le altre. In sostanza: durante la giornata i negozi hanno lavorato, la sera poco e niente. Una dichiarazione interessante raccolta è stata la seguente: «La colpa poi è sempre dei commercianti, noi aderiamo, noi ci proviamo, è la città che non risponde». La sensazione è che i cittadini abbiano risposto “presente”, ma solo per passeggiare in centro. L’apertura serale della attività non ha attirato più di tanto acquirenti. Questi i primi umori, ma se “chi semina, raccoglie” qualcuno ci dice che «almeno hanno guardato, magari domani torneranno a comprare da noi».

Luci Giungiamo così alla seconda tranche di negozi, quelli che hanno fornito feedback positivi (sentiti dopo le 22). C’è chi ci ha confidato di aver avuto discreto movimento, più degli altri giorni, durante la giornata e movimento anche in serata. Chi ha cercato di attirare acquirenti con musica dal vivo di fronte alle attività e ha avuto riscontri e chi è ottimista e ritiene che iniziative simili siano la linfa vitale della città. Qualcuno offriva dolcetti, altri stazionavano di fronte ai negozi sorridendo per invogliare i cittadini a fermarsi, altri scambiavano parole con i passanti o con chi è entrato nelle attività. In generale, nel bene e nel male, si è vista anche la sinergia tra esercizi commerciali e il confronto. Lo spirito giusto. Alcuni negozi poi, un numero discreto, saranno aperti in orario serale anche sabato 6, quando in centro città ci sarà la Notte bianca dello sport, Terni canta d’autore, e al PalaTerni la prima giornata del Terni Comics. E la speranza, in tal senso, è attirare ancora più clienti, ma anche farsi conoscere.

Affluenza incoraggiante nella tarda serata La riflessione ora vuole essere anche una summa di tutte le opinioni raccolte dai diversi commercianti. C’è chi ha spiegato che la pubblicità per gli eventi di venerdì sera è stata poca, che è stato organizzato «un po’ tutto all’ultimo». Ebbene, l’affermazione non è priva di fondamento, quantomeno per al questione pubblicità, ma è anche vero che non è semplice unire tante diverse istanze in un solo weekend. Il ternano poi, tende a demonizzare. Questo è tristemente noto. Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, ma la frase «A Terni non si fa mai niente» è sentita e risentita. Ora, a Terni qualcosa si è fatto. «Ci si prova – ha detto qualcuno – poi piano piano capiremo cosa piace di più ai cittadini e tareremo meglio le iniziative in tal senso». E il senso ultimo dell’evento, secondo chi scrive, è proprio questo. Fare qualcosa, partire da qualcosa. Comunque, partire. È anche vero che le attività di ristorazione e i bar la sera hanno “la precedenza”, come è vero però che dopo mangiato, i cittadini hanno potuto almeno dare uno sguardo alle vetrine, illuminate. E infatti l’analisi da fare è anche questa: gli umori meno incoraggianti, ripetiamo, sono stati raccolti intorno alle 21.40, orario ancora di cena per qualcuno; quelli più incoraggianti alle 22 inoltrate. In sostanza quindi, l’affluenza nei negozi è migliorata in tarda serata.
Sinergia destinata a vincere C’è chi ha spostato l’attenzione sul lato economico: «Questo è il periodo sbagliato, i saldi stanno terminando. Le famiglie ora acquistano i materiali scolastici per i figli; abbigliamento, oggettistica varia o qualsiasi altro prodotto non essenziale a settembre viene acquistato di meno». Osservazione senza dubbio sensata. Tant’è che qualcuno ha riferito che la “Shopping night” di luglio ha funzionato di più, ovvero i negozi hanno venduto di più. Poi c’è anche da dire che dipende dai negozi, c’è chi magari ieri ha desiderato acquistare un libro e non una maglietta, o viceversa, per intenderci. Prima di tirare le somme, un’ultima osservazione. Venerdì sera corso Vecchio era vivo. Frequentato, e questo è un piccolo successo per chi la vive, chi la abita, e per chi ci lavora. Frequentato e, qualcuno ha detto, «sicuro, grazie ai controlli delle forze dell’ordine». Bene, per concludere dunque, lo “Sbaracco” sicuramente non avrà portato grandi guadagni, forse scarsi, ai più, ma ha portato cittadini in centro e un valore: lo spirito di squadra. Ed è proprio da questa sinergia, che la città più crescere.

