Santa Maria di Ancaelle Sant'Arcangelo di Magione

Una brutta sorpresa per il gruppo di volontari del paese di Sant’Arcangelo di Magione impegnati nell’organizzazione della tradizionale festa di santa Maria Assunta nell’antica chiesa di Ancaelle sul Trasimeno: alla consueta riapertura dell’edificio religioso per le pulizie in vista del prossimo Ferragosto, occasione della consueta messa dedicata alla Madonna, gli abitanti si sono accorti che le condizioni già precarie degli storici affreschi, alcuni risalenti addirittura al tardo Duecento, erano fortemente peggiorate, malgrado le opere d’arte più malmesse fossero già state oggetto di un lavoro di messa in sicurezza nell’estate del 2011.

Niente restauro «A quel primo lavoro di consolidamento dei dipinti – spiega Gianfranco Cialini, esperto di storia locale, già curatore del Fondo antico dell’Università di Perugia, da sempre attento ai beni storico artistici di Sant’Arcangelo, suo paese natale – sarebbe dovuto seguire un intervento di restauro più complessivo degli affreschi e di sistemazione dell’intera struttura della chiesa, soggetta ad una fortissima umidità da ormai troppi anni. Purtroppo però questo non è avvenuto – sottolinea Cialini – anche se la proprietà aveva garantito uno stanziamento consistente per dare seguito all’intera operazione».

L’iter dell’intervento L’intervento di definitiva messa in sicurezza della chiesa e dei suoi preziosi dipinti, dopo le sollecitazioni del Comune di Magione e della Soprintendenza ai beni storico artistici, era stato infatti approvato dal consiglio del Collegio Pio della Sapienza di Perugia, con lo stanziamento di una cifra consistente per la salvaguardia del chiesa-monumento di santa Maria di Ancaelle a Sant’Arcangelo. Si prevedevano, così come notificato alle istituzioni interessate, due fasi: prima il consolidamento degli affreschi e successivamente la messa in sicurezza della chiesa con l’intento di rimuovere l’umidità, nonché il restauro dei dipinti.

Intervento urgente La vicenda, fin dai primi distacchi agli affreschi del catino absidale, è seguita sia da Giacomo Chiodini, assessore alla cultura del Comune di Magione, che da Giancarla Sordi, presidente della Proloco di Sant’Arcangelo e consigliere comunale. «Si tratta di ritardi che contrastano fortemente con l’urgenza necessaria ad affrontare la situazione: speriamo – spiegano Chiodini e Sordi – che la denuncia proveniente dalla comunità di Sant’Arcangelo, che a Ferragosto tornerà a visitare la chiesa, possa essere di stimolo per un veloce, concreto e definitivo intervento da parte della proprietà, già più volte richiamata sia dal Comune che dalla Soprintendenza ad attivarsi».

La più antica del Trasimeno La chiesa viene menzionata per la prima volta nell’XI secolo. Recenti studi da parte di Gianfranco Cialini, già responsabile del Fondo antico dell’Università di Perugia, attestano come la stessa fosse un antico luogo di culto degli etruschi. Oggi nell’edificio di Ancaelle sono presenti affreschi ascrivibili al Caporali (XVI sec.) ed una tavola raffigurante ”La Madonna con il Bambino in braccio” del secolo XII. Elementi di spicco sono anche l’altare in pietra arenaria (sec. XVI), il fonte battesimale del 1527 ed un’acquasantiera, poggiante su monolite di origini etrusche. Dietro l’altare della fine del Quattrocento è nascosto un abside del XI secolo che custodisce frammenti di affreschi di ambito perugino databili al tardo Duecento.

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