L'ospedale di Orvieto

«Dopo gli annunci e le promesse disattese, Orvieto e il suo territorio si trovano in una situazione ancora più drammatica di quanto ci si potesse aspettare». A denunciarlo in una nota stampa è la segreteria della Fp Cgil di Terni, insieme ai componenti della Rsu Fp Cgil dell’ospedale di Orvieto. Tante le criticità evidenziate dal sindacato si va dalla «mancanza di un direttore stabile – tuona l’organizzazione dei lavoratori – e la carenza di organico», alla sofferenza dei «servizi all’infanzia, riabilitazione e salute mentale», passando per i professionisti che sono «stanchi e delusi», per finire con «i cittadini che reclamano il loro diritto fondamentale alla salute».

Carenza di organico «È triste elencare di nuovo tutte le criticità del presidio ospedaliero – scrive il sindacato – la mancanza di un direttore sanitario stabile, che  possa garantire un’organizzazione dell’ospedale, la carenza di organico, che manda in sofferenza tutti i servizi, dal pronto soccorso al laboratorio analisi, dalla chirurgia alla cardiologia, senza dimenticare la dialisi, il Day hospital oncologico, la medicina e tutte le unità operative». Una carenza che, sostiene la Fp Cgil, l’azienda ha anche provato a risanare, ma «troppo tardi in una situazione già troppo critica e con risorse non sufficienti». In questo quadro l’organizzazione ricorda che da mesi gli infermieri del territorio devono garantire i servizi dei tamponi, dei vaccini per gli adulti e per i bambini, servizi considerati prioritari, che passano davanti all’assistenza domiciliare, che fatica a garantire tutte le prestazioni a domicilio.

‘Le strutture private prosperano’ «Gli operatori sanitari sul territorio lavorano continuando a tirare una coperta troppo corta – insiste il sindacato – che lascia scoperte le persone più fragili. I servizi all’infanzia, quelli della riabilitazione e quelli per la salute mentale sono in sofferenza. Le attività ambulatoriali erano e rimangono assolutamente insufficienti, mentre le strutture private prosperano: i cittadini ormai sfiduciati si sono abituati a cercare soluzioni alternative tra privato e servizi pubblici di altre regioni».

Professionisti stanchi e delusi Secondo la Fp Cgil la sanità pubblica orvietana è fatta ormai di professionisti ‘stanchi e delusi’, che hanno lavorato e lavorano con impegno e che «non meritano di essere trattati dall’azienda e dalla Regione con questo poco rispetto e con questa indifferenza».

Diritto alla salute «Gli abitanti di Orvieto e dei comuni del suo territorio sono cittadini che reclamano il loro diritto fondamentale alla salute – conclude la Fp Cgil – Orvieto è ancora una volta un luogo troppo lontano, come se non interessasse realmente a nessuno. Continuiamo a chiedere una sincera e reale progettualità per il presidio ospedaliero e guardiamo con preoccupazione al destino del distretto sanitario che la Regione vuole riorganizzare, accorpandolo a Terni».

 

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