di Ivano Porfiri
La sanità italiana deve partire dalle best practice espresse da regioni come l’Umbria ed estenderle in tutta Italia in modo da contenere le spese e puntare sulla qualità, a partire dai livelli di assistenza e dallo sviluppo della ricerca biomedica. E’ il messaggio portato a Perugia dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella sua visita all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Un messaggio che cade nel momento in cui il ministero si appresta a chiudere con le Regioni l’accordo sul nuovo Patto per la salute.
VIDEO. IL MINISTRO LORENZIN A PERUGIA
118 da esportare Una visita iniziata con un giro tra i reparti, in cui il ministro ha voluto visitare anche il 118. E particolare apprezzamento è stato espresso dal ministro proprio per la Centrale unica regionale del 118. Agli operatori, il ministro ha sottolineato come quello umbro possa essere un modello esportabile a livello nazionale.
Umbria ok «La sanità umbra va bene, lo dicono tutti i parametri, è una delle regioni selezionate per i costi standard quindi è una piccola regione che ha fatto un buonissimo lavoro in questi anni e insieme c’è la sfida per mantenere sostenibile il nostro Servizio sanitario nazionale. Noi – ha aggiunto – siamo in una fase di trasformazione della sanità, dove partiamo dal best practice per migliorarle e portarle in tutto il territorio».
Puntare sulla qualità Per il ministro «bisogna puntare moltissimo sulla qualità dei livelli essenziali di assistenza, che sono stati un po’ compressi rispetto alla crisi economica, e rilanciare un sistema più moderno e innovativo rispetto alle sfide del futuro. Sicuramente continueremo un’operazione già avviata in questi anni, cioé quella di puntare agli ospedali come luogo della gestione dell’emergenza, degli acuti e delle situazioni complesse; al territorio per domiciliare sempre di più e gestire la cronicità». Per Lorenzin «siamo in una fase di evoluzione del sistema, stiamo superando le criticità che abbiamo avuto negli ultimi dieci anni, tenendo sotto controllo la gestione finanziaria».
Obiettivo Patto per la salute Particolare sintonia è emersa tra il ministro e la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che detiene anche la delega sulla Sanità (e – ha fatto sapere – la manterrà fino a fine legislatura). «Con Lorenzin – ha rimarcato Marini – abbiamo recuperato una governance unitaria del sistema sanitario nazionale come è giusto che sia, ci siamo presi degli impegni che proprio in queste settimane dobbiamo portare avanti, come quello di definire il nuovo Patto per la salute che contiene tanti elementi importanti nel rapporto tra ministero, Regioni e in parte anche sistema universitario». Proprio sul Patto per la salute, Marini ha osservato come l’incontro fissato per giovedì «è un primo confronto di merito sui punti su cui si articola il Patto, dove c’è anche la prospettiva del futuro del sistema sanitario nazionale e della sostenibilità da parte delle Regioni».
Successi Sia Marini che il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi hanno rimarcato i successi raggiunti dalla sanità umbra in questi anni. «In questa visita vogliamo – ha detto Marini – facciamo vedere come è organizzato il nostro ospedale ma il ministro Lorenzin conosce molto bene i dati, non solo quelli della spesa sanitaria ma dell’organizzazione, dell’efficienza con la quale si garantiscono i Livelli essenziali di assistenza e, sicuramente per l’Umbria, sono risultati importanti non tanto e non solo dal versante della spesa sanitaria, ma quelli sui Lea e sulla modalità con cui eroghiamo i servizi ai cittadini, specie tutto quello che attiene alla sicurezza sanitaria alla gestione dell’emergenza e anche alla capacità di innovazione».
Basta tagli Ma tutto questo sottende un bisogno di risorse che non si possono ridurre ancora. Lo ha quasi urlato il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali: «Bisogna distinguere tra enti locali e enti locali, tra comuni e comuni, ma va detto che siamo arrivati all’osso. Bisogna sapere che ogni ulteriore taglio va a incidere sui servizi ai cittadini. Per cui ministro le chiedo: basta tagliare spese agli enti locali. Va bene il mantenimento del fondo sanitario, ma se non vogliamo riversare tutte le questioni sociali in questo ambito ci sono alcuni fondi che devi mantenere. Non si può avere l’annullamento del fondo per la non autosufficenza, per i minori, per le famiglie. Perché è evidente che crei in questo modo un danno per la salute dei cittadini».
Stamina: caso inquietante Sintonia tra Marini e Lorenzin è emersa anche sul caso stamina. «Una vicenda – ha detto il ministro – che ha dei profili giudiziari inquietanti, quello che sta emergendo mi preoccupa moltissimo. Spero – ha aggiunto il ministro – che Torino accerti tutti i profili che stanno emergendo». Marini dal canto suo ha detto: «Grazie per quello che hai fatto su Stamina, dobbiamo difendere la scienza medica, i cittadini e i veri professionisti».
