di Daniele Bovi
Promossa, o meglio, «adempiente» nel 2013 se si vuol usare il termine del ministero della Salute, con qualche punto da rivedere, una bacchettata sulla riorganizzazione dei punti nascita e un 2014 in cui perde posizioni. Su sedici regioni monitorate a proposito dei Lea, ovvero i Livelli essenziali di assistenza che vanno garantiti a tutti i cittadini, l’Umbria è tra quelle che ha superato l’esame a pieni voti. I rapporti pubblicati giovedì dal ministero guidato da Beatrice Lorenzin sono due: il primo sul monitoraggio dei Lea e il secondo sull’efficienza del sistema sanitario italiano per l’anno 2013. Per quanto riguarda il mantenimento dei Lea, in cima alla classifica c’è la Toscana, con 214 punti su 227, seguita da Emilia Romagna (204), Piemonte (201), Marche (191), Veneto (190), Lombardia (187), Liguria (187), Umbria (179) e Sicilia (165); out invece Abruzzo (152), Lazio (152), Basilicata (146), Molise (140), Calabria (136), Campania (136) e Puglia (134).
Il monitoraggio Quanto al monitoraggio dei Lea invece, in tutto 38 parametri analizzati, le regioni promosse sono otto: Umbria, Basilicata, Emilia, Liguria, Lombardia, Marche Toscana e Veneto. Di «situazione particolare» il ministero parla a proposito di Basilicata e Umbria: «A entrambe – dice in una nota il dicastero di Beatrice Lorenzin – è stato chiesto di rispondere, entro il primo semestre 2015, ad una prescrizione per l’attuazione di quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita». Leggendo le oltre 30 pagine dedicate alla situazione dell’Umbria, sulla questione dei punti nascita le bacchettate riguardano non tanto i piani della Regione ma la tempistica: «Pur prendendo atto – è scritto nel rapporto – dello sforzo concreto della Regione Umbria per dare compiuta realizzazione alla riorganizzazione dei punti nascita, così come previsto dall’accordo del 16 dicembre 2010, comprovata dalla chiusura del punto nascita di Assisi, suscita perplessità il differimento del completamento della riorganizzazione agli anni 2014-2015».
Punti nascita e rete emergenza Il Comitato Lea alla fine di gennaio dava tempo fino al 30 giugno per completare il piano, portato a termine alla fine del febbraio scorso con la chiusura del punto nascita di Narni. Quanto ad altri singoli punti nascita, come Orvieto e Branca (che non rispettano lo standard minino dei 500 parti), Spoleto, Pantalla e Castiglione del Lago, si raccomanda la rotazione e l’integrazione del personale con quello degli ospedali più grandi di riferimento (cioè Perugia e Terni) e l’adeguamento a tutti gli standard di sicurezza, tecnologici e organizzativi. In più si chiede di mettere definitivamente a regime i sistemi di emergenza per madri e neonati (Stam e Sten). Spostando l’attenzione sugli altri parametri, sono in tutto sette quelli per i quali alla Regione è stato mostrato semaforo giallo. Uno di questi riguarda i dati, solo una piccola parte, da fornire sui certificati di assistenza al parto e sull’assistenza territoriale agli anziani.
Semaforo giallo Un altro attiene la sanità penitenziaria e in particolare la mancanza della sezione intramuraria per la tutela della salute mentale. Un appunto riguarda anche la riorganizzazione di tutto il sistema dell’emergenza-urgenza, e in particolare «relativamente ai Dipartimenti di emergenza-urgenza di I livello, quali criteri sono stati utilizzati nell’identificare i due presidi di Città di Castello e Branca che si trovano ad una distanza di più di 60 chilometri». Venendo al 2014, mercoledì è finita sul tavolo delle Regioni la classifica relativa all’anno scorso che non sorridere l’Umbria, passata secondo i dati da 179 punti a 165, cioè dall’ottavo posto del ranking al decimo. Una classifica ancora sub iudice viste le proteste di alcune regioni a proposito dei metodi di calcolo.
Classifica 2014 I risultati del tavolo però, in attesa del prossimo summit che si terrà a dicembre e in cui verranno resi noti i dati definitivi, sono questi e difficilmente alla fine si discosteranno troppo da quelli emersi in queste ore. Stando alla classifica 2014, la Toscana si conferma prima con 217 punti, chiude la Calabria con 131, seconda è l’Emilia Romagna con 204, poi seguono Piemonte (194), Liguria (194), Lombardia (193), Marche (192), Veneto (189), Basilicata (177), Sicilia (170), Umbria (165), Abruzzo (163), Puglia (161), Lazio (154), Molise (148) e Campania (139). E sicuramente non è un caso che le ultime quattro classificate siano regioni la cui sanità è stata commissariati dal Governo. Di seguito pubblichiamo la classifica 2014, con tra parentesi punteggi e posizione di ogni regione nel 2013.
1 – Toscana 217 (nel 2013 214, 1°)
2 – Emilia Romagna 204 (204, 2°)
3 – Piemonte 194 (201, 3°)
3 – Liguria 194 (187, 6°)
5 – Lombardia 193 (187, 6°)
6 – Marche 192 (187, 4°)
7 – Veneto 189 (190, 5°)
8 – Basilicata 177 (179, 12°)
9 – Sicilia 170 (165, 9°)
10 – Umbria 165 (179, 8°)
11 – Abruzzo 163 (152, 10°)
12 – Puglia 161 (134, 15°)
13 – Lazio 154 (152, 11°)
14 – Molise 148 (140, 13°)
15 – Campania 139 (127, 16°)
16 – Calabria 131 (135, 14°)
Twitter @DanieleBovi
