di Daniele Bovi

Quaranta milioni di euro, centesimo più centesimo meno. Tanto peserà sulle casse di palazzo Donini, per quanto riguarda la quota del fondo sanitario 2015, l’accordo siglato giovedì in Conferenza Stato-Regioni. Quaranta milioni in meno con i quali far funzionare tutta la macchina della sanità regionale. L’intesa sancisce la riduzione di 2,352 miliardi di euro del fondo sanitario e all’interno è stato inserito un emendamento, voluto dalle regioni, in base al quale i 113 miliardi complessivi del fondo 2016 non devono essere messi in discussione. Una modifica che però significa, di fatto, l’accettazione di un taglio simile al 2015, dato che in teoria il fondo il prossimo anno avrebbe dovuto toccare quota 115,4 miliardi di euro.

I punti L’accordo prevede anche l’apertura di un tavolo apposito sul governo della spesa farmaceutica, da chiudere entro il 10 ottobre. I due miliardi e oltre di tagli riguardano beni e servizi (obiettivo è raggiungere uno sconto medio del 5 per cento annuo), rinegoziazione dei contratti che riguardano i dispositivi medici, prestazioni specialistiche inappropriate a carico del cittadino e penalizzazioni per medici che le prescrivono, riduzione dei ricoveri di riabilitazione ad alto rischio di inappropriatezza (per i dettagli su questi due punti però bisognerà aspettare un decreto che dovrebbe arrivare entro un mese), nuovi standard ospedalieri con un incremento del tasso di occupazione dei posti letto.

L’accordo In più il documento prevede l’azzeramento dei ricoveri in strutture convenzionate con meno di 40 posti letto. A tutto questo c’è da aggiungere la partita sulla farmaceutica territoriale e ospedaliera, con livelli territoriali di spesa programmati che dovrebbero abbassarsi di oltre 300 milioni di euro. Cifra simile per gli investimenti programmati ma non ancora effettuati, ovviamente nel rispetto dei Lea (i Livelli essenziali di assistenza). Di tutti questi numeri si parlerà mercoledì a Perugia, dov’è in programma un incontro per fare il punto sulla sanità regionale. Intorno a un tavolo ci saranno il neo-assessore Luca Barberini, la presidente Marini, i direttori delle aziende sanitarie e ospedaliere e il direttore dell’area Sanità di palazzo Donini Emilio Duca.

Il summit All’ordine del giorno della riunione l’andamento del sistema sanitario, l’analisi economico-finanziaria del 2015 e tutti i temi legati alla programmazione del Piano sanitario, non ultimo quello della rete ospedaliera, per riorganizzare la quale c’è tempo fino a metà settembre. In programma anche un’analisi dei risultati ottenuti nel primo anno di funzionamento del piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa. A palazzo Donini c’è soddisfazione tanto che si parla di «significativo miglioramento». Risultati li stanno dando anche il servizio recall (attraverso il quale si possono confermare o annullare le prestazioni) e il numero unico per disdire le prenotazioni: oltre 300, infatti, le persone che ogni giorno decidono di non fare visite o esami lasciando così il posto libero ad altri.

Twitter @DanieleBovi

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