Ridurre già prima della nascita i rischi di malattie come l’obesità, il diabete e la sindrome metabolica. E’ l’obiettivo di un seminario che si svolgerà martedì 12 nella sala consiliare della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia a cura della la Fondazione onlus Gebisa (Genitori e bambini sani) in cui avverrà la presentazione dei progetti di attività e ricerca che l’associazione, costituita nel 2012, intende perseguire. La giornata di lavori, sarà preceduta da una conferenza stampa in programma alle 10.30 e alla quale parteciperanno il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia Luciano Binaglia .
Le attività di Gebisa Il seminario, che si avvale del coordinamento scientifico dei prof. Paolo Brunetti e Gian Carlo Di Renzo, si svilupperà durante tutta la giornata, con relazioni di esperti di Medicina Perinatale dei principali centri nazionali ed europei. «Gebisa si propone di ridurre, a partire dalla vita intrauterina, i rischi di malattie che oggi sono appannaggio della società moderna, come l’obesità, il diabete e la sindrome metabolica – dice la dottoressa Elisabetta Torlone, dirigente medico del S. Maria della Misericordia, socio fondatore della neo Fondazione -. Da oltre tre anni nella Azienda ospedaliera di Perugia è stato costituito un team multidisciplinare che, individuando preventivamente il rischio già in fase di ‘counselling pregravidico’, è in grado di offrire una risposta, anch’essa multidisciplinare, sia in gravidanza che successivamente. Gebisa si avvale della collaborazione con i centri di eccellenza italiani e stranieri: gli obbiettivi che perseguiamo, riguardano un ambito di attività non coperto interamente da altre associazioni».
600 nati patologici «Il Dipartimento materno infantile dell’Azienda ospedaliera di Perugia ogni anno assiste circa 600 nati patologici o da gravidanze ad alto rischio – aggiunge Torlone -. In Umbria ogni anno nascono circa 1.500 bambini a rischio e l’incidenza di queste nascite è in continuo aumento. I neonati non sono solo a rischio elevato durante i primi giorni di vita, ma il nostro impegno è quello di individuare con il nostro team multidisciplinare il rischio sia a gravidanza, che successivamente al parto. Da questi dati la necessità di intervenire nel sostenere le famiglie e mettere in sicurezza le partorienti».
