Un’affissione interattiva che celebra l’amore in tutte le sue forme, ispirata al celebre brano ‘Amarsi un po’’ di Lucio Battisti su ponte Garibaldi a Terni. È il progetto di Utilità Manifesta / design for social per celebrare San Valentino con un messaggio di pace e solidarietà.
Affissione interattiva Il progetto, che prende vita nel cuore della città, «propone un invito a ‘fare l’amore… (non la guerra)’, un messaggio che richiama i movimenti pacifisti e l’urgenza di costruire ponti di solidarietà tra le persone. L’installazione è interattiva: chiunque vorrà potrà ‘prendere un pezzo’ del manifesto e portarlo con sé, un gesto di condivisione che diventa un atto di amore verso la comunità. Ogni ‘pezzo’ del poster rappresenta un pensiero amorevole da diffondere tra i cittadini, un invito a partecipare a un’azione civile per il benessere collettivo», spiegano i promotori. «L’affissione vuole risuonare in tutta la città, come un messaggio forte di speranza e di cura reciproca. L’anno scorso, l’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di migliaia di cittadini che hanno risposto con entusiasmo e curiosità, testimoniando la voglia di Terni di essere parte di un cambiamento positivo».
San Valentino «Quest’anno, il progetto assume una nuova dimensione in occasione della festa di San Valentino, il santo patrono di Terni e simbolo di un amore universale che travalica confini geografici e culturali – continuano gli organizzatori dell’iniziativa -. In un contesto di conflitti, terremoti e guerre, il rosso che tipicamente simboleggia l’amore nel mese di febbraio, acquista un nuovo significato: diventa il colore di un invito a superare le distanze ideologiche e sociali, un appello a ristabilire la solidarietà e l’ascolto reciproco. Mentre il mondo tende a chiudersi, San Valentino, il nostro Santo, diventa simbolo di apertura del cuore, un richiamo alla bellezza della comunità che si ritrova, si ascolta e si cura. In un momento storico dove la distanza e l’isolamento sembrano prevalere, l’affissione vuole ricordare che non esistono ‘zone off-limit’ per il cuore e che, se il cuore si mette in ascolto, è possibile costruire insieme un futuro migliore per la città e per la sua comunità».
