processione di San Costanzo a Jezera (Croazia)

di MA.T.

Quarantaquattro perugini della parrocchia di San Costanzo, la scorsa settimana, si sono recati in pellegrinaggio in Croazia, nell’isola di Murter, nella Diocesi di Sebenico, per dare vita ad un gemellaggio spirituale con la locale comunità parrocchiale molto devota del santo patrono di Perugia, Costanzo vescovo e martire, fondatore della chiesa perugina.

La piccola chiesa di Murter A Murter si trova una piccola chiesa dedicata a san Costanzo e a Jezera, il capoluogo dell’isola, dove nel XVIII secolo fu portata dall’Italia una reliquia del santo, c’è una via intitolata al patrono di Perugia.

La festa di San Costanzo A Jezera il 4 maggio di ogni anno si festeggia san Costanzo con una processione dalla chiesa parrocchiale della Madonna della Salute alla chiesetta dedicata al santo. Quest’anno vi hanno preso parte anche i quarantaquattro perugini che hanno donato alla comunità di Jezera una statua di san Costanzo, benedetta dall’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, nel giorno della vigilia della solennità del santo patrono, il 28 gennaio scorso. Il vescovo, nell’occasione, ha ricordato «quanto san Costanzo sia stato venerato sin dall’antichità al di fuori dei confini dell’Umbria nel rappresentare uno straordinario modello di vita cristiana, figlio di una terra tra le prime ad accogliere il messaggio di Cristo attraverso altri santi martiri suoi contemporanei».

Perugini anche a Medjugorje Lo stesso mons. Bassetti ha accolto con gioia l’idea di dar vita ad un gemellaggio spirituale nel nome di san Costanzo con la parrocchia di Jezera della Diocesi di Sebenico; idea che si è concretizzata quattro mesi più tardi con il pellegrinaggio in Croazia, che ha portato il gruppo dei perugini anche al santuario mariano di Medjugorje.

Grande ospitalità Agli amici perugini è stata riservata un’accoglienza davvero calorosa da parte del parroco di Jezera, don Tuna Joric, e della gente del luogo. I quarantaquattro perugini sono stati accompagnati da don Antonio Sorci, in rappresentanza del parroco Pietro Ortica (trattenuto a Perugia per sopraggiunti ed improrogabili impegni) e da Antonio Barbarossa, collaboratore parrocchiale, ed ospitati dalle famiglie del luogo che hanno ricambiato l’accoglienza riservata loro a Perugia nell’autunno scorso, quando una folta delegazione di fedeli dell’isola di Murter è giunta per la prima volta in pellegrinaggio nei luoghi in cui visse e annunciò la fede cristiana san Costanzo.

La testimonianza «Ci ha colpito non solo la loro ospitalità – commenta Antonio Barbarossa –, soprattutto la loro grande devozione ed il loro profondo sentimento cristiano, pur avendo vissuto per più di quaranta anni sotto il regime comunista di Tito. Vivono intensamente il Vangelo e i suoi insegnamenti e non è un caso che, negli ultimi cinquanta anni, appena due divorzi si sono verificati nella loro comunità e pochissimi sono coloro che convivono senza sposarsi».

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