di Daniele Bovi
Sospendere i lavori e invitare, al tavolo con le istituzioni interessate che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, anche il «Coordinamento delle associazioni e dei comitati per la tutela di San Bevignate». Le due richieste sono state fatte mercoledì mattina dai comitati nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a palazzo Donini. «Alle chiacchiere – ha detto Urbano Barelli, presidente di Italia Nostra Perugia, presente con Vanni Capoccia della Società di mutuo soccorso e Renzo Massarelli dell’associazione “La città di tutti” – seguano atti formali e ufficiali per la sospensione dei lavori, visto che ad oggi non c’è nessun provvedimento concreto. Vediamo che tutte le dichiarazioni, dalla Regione al Comune all’Adisu, propendono per la sospensione. Questo è già un passo in avanti ma il comitato al tavolo va chiamato, ci sono ragioni politiche forti per farlo. Non facciano tutto in segreto: visto che all’epoca hanno commesso un errore, chi ci dice che non ne commettano un altro?».
Nuova iniziativa «Riconosciamo – dice Capoccia – che ingoiare un rospo come quello della sospensione è difficile ma in caso saremo i primi a ringraziare le istituzioni». In attesa del tavolo, che forse si terrà venerdì, sabato alle 10, all’interno di San Bevignate è in programma un’altra iniziativa organizzata dal coordinamento che avrà come motto «non cemento ma cultura». «Quella che abbiamo in mente – dice Barelli – è una riflessione a tutto campo che parte da una dimensione culturale. Ognuno racconterà la sua San Bevignate e cosa rappresenta». Tra le adesioni quelle di due importanti storici come Alberto Grohmann, professore emerito di Storia economia dell’Università di Perugia e autore di numerosi libri sulla città, e Chiara Frugoni, medievista assai conosciuta. Contemporaneamente va avanti la raccolta di firme che ha raggiunto oggi quota 800, delle quali circa 130 arrivate online.
Critiche Critico riguardo alla costruzione del collegio («tutti questi ripensamenti – dice Barelli – senza di noi non ci sarebbero stati») anche il segretario del Pd comunale Francesco Giacopetti: «Il progetto va rivisto – scrive -, partecipando idee e soluzioni con la cittadinanza. Quel luogo non è adatto a ospitare ancora cemento». Da qui la necessità di una «approfondita riflessione» con l’ottica di «mettere un argine al consumo del territorio incentivando programmi di recupero e riuso». E di politiche per i beni culturali si è parlato mercoledì al Dipartimento di Lettere dell’Università, ospiti la presidente Catiuscia Marini e l’assessore regionale Fabrizio Bracco. «Per il futuro – ha detto la presidente parlando di tutela e di una necessaria collaborazione tra Regione e Università – dovremo puntare ad utilizzare fondi europei: per gli investimenti in beni culturali facendo riferimento ai fondi strutturali; per le attività di formazione, invece, sarà possibile utilizzare i fondi sociali europei sia per corsi di aggiornamento che di formazione, questi dedicati ai giovani».
Twitter @DanieleBovi
