«Misure a sostegno delle fasce più deboli dei risparmiatori interessati dalla risoluzione» di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, che avranno «natura umanitaria». Le parole sono del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che martedì a Bruxelles a margine dell’Ecofin ha parlato del caso che interessa migliaia di risparmiatori in tutta Italia, Umbria compresa. «In questi giorni troveremo soluzioni da proporre al Parlamento» ha aggiunto il ministro secondo il quale le misure saranno «completamente separate» dell’operazione finanziaria di risoluzione. Padoan ha precisato poi che allo studio del governo ci sono «misure di tipo umanitario che vanno incontro alle necessità delle fasce più deboli dei risparmiatori che sono stati coinvolti da questa operazione di risoluzione. L’idea è riconoscere che un gruppo di cittadini è in difficoltà economica, e quindi è equivalente ad una misura di sostegno alla povertà e non interferisce con il meccanismo finanziario».
Consumatori Mercoledì intanto ad Arezzo si terrà un’assemblea dei risparmiatori, sul modello di quella di sabato a Gualdo Tadino, rimasti con un pugno di mosche in mano, mentre le associazioni dei consumatori continuano ad affilare le armi. Il Codacons parla di «centinaia di segnalazioni» giunte in questi giorni che «dimostrano inequivocabilmente come i cittadini non abbiano ricevuto adeguate informazioni sui rischi degli investimenti, al momento dell’acquisto di azioni e obbligazioni subordinate». Al momento sono oltre duemila i risparmiatori che hanno aderito all’azione risarcitoria lanciata sul sito www.codacons.it. L’associazione ricorda che in questi anni ha vinto numerose battaglie legali «con le banche condannate a rimborsare integralmente gli investitori di Bond Argentina, titoli Lehman Brothers, e così via. Nel 70 per cento dei casi le banche hanno preferito la transazione, ovvero il raggiungimento di un accordo con il risparmiatore».
Risarcimento integrale Adusbef e Federconsumatori invece «chiedono ancora una volta a Bankitalia di risarcire integralmente le vittime di omessa vigilanza, e ai parlamentari di presentare un emendamento che imponga il risarcimento, con la copertura dalle riserve straordinarie». Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori, ricordano poi che molti dei bond azzerati erano stati classificati come obbligazioni a basso rischio e a basso rendimento. «Il consorzio Patti Chiari di Abi – dicono -, tardivamente chiuso dopo le condanne a risarcire alcune vittime di risparmio tradito aveva emesso indice di affidabilità a molte obbligazioni azzerate il 22 novembre 2015 da Bankitalia, i cui rendimenti in una forchetta dal 2,5 al 5 per cento erano inferiori nel 2007/2008 ai rendimenti dei Btp a media e lunga scadenza (10/30 anni), giudicati rischiosi, inducendo così molti correntisti a comprare i bond bancari proposti come più sicure ed a convertire in bond bancari i titoli di Stato».
Lavoratori Intanto domenica a parlare sono anche i lavoratori delle quattro banche coinvolte attraverso una nota firmata da Fisac-Cgil in cui si chiede al presidente Roberto Nicastro «un progetto, strumenti per rilanciare le 4 banche e il rapporto con la clientela, le imprese e le famiglie». Un rapporto con la clientela delicato anche per quanto riguarda i crediti in sofferenza. «Chi gestirà – chiedono – la montagna di crediti in sofferenza? Dietro ogni credito in sofferenza vi è una relazione di clientela, vi è un’impresa, una famiglia e così via. Il personale delle 4 banche, il personale delle altre banche e società dei 4 gruppi ha le competenze e la capacità di gestire anche le difficili procedure finalizzate al recupero di questi crediti».
