Momenti di tensione a Città della Pieve, il giorno di ferragosto, per il lancio della sfida dei terzieri. Tensione che ha dato vita a scaramucce, incontri notturni e riunioni anche istituzionali per trovare una soluzione in vista del prossimo Palio. Ma vediamo alcuni dettagli.
Il 15 agosto è il momento centrale dei festeggiamenti del Palio dei Terzieri: in Piazza Plebiscito, alla presenza delle rappresentanze dei tre terzieri e delle autorità comunali, viene solennemente proclamato il Lancio della Sfida, rinnovando l’appuntamento alla gara di tiro con l’arco del 19 agosto. Nella pubblica piazza, il terziere Casalino, vincitore nella Caccia del Toro 2011, avrebbe dovuto riconsegnare lo storico e prezioso pallium nelle mani del Podestà affiancato dalle altre autorità, Capitano del Popolo e Priori. Il Podestà avrebbe dovuto prendere in consegna l’arazzo e rimetterlo in palio in vista della Caccia del Toro della domenica successiva.
Quest’anno sono gli Araldi dei terzieri Borgo Dentro e Castello a pronunciare parole di sfida all’indirizzo del terziere Casalino e il Podestà avrebbe dovuto dare appuntamento ai contendenti il 19 agosto, per la gara tra gli arcieri al Campo di S. Lucia
Il terziere Casalino, vincitore tra mille polemiche dell’edozione 2011, è entrato al lancio ma non ha voluto consegnare il palio all’autorità.
A quel punto il podestà ha intimato di consegnare il Palio e l’araldo avrebbe risposto, secondo il racconto di aluni presenti, che non sapeva dove fosse. Il podestà non ha potuto quindi lanciare la sfida ed ha annullato il lancio chiudendo così la manifestazione.
Polemiche, scaramucce e incontro hanno fatto seguito all’accaduto. Il terziere Casalino pare si appelli ad un articolo del regolamento che a suo avviso offrirebbe la possibilità di non consegnare il palio al terziere vincente in occasione del lancio della sfida. A peggiorare la situazione c’è il fatto che a determinare questo ulteriore motivo di polemica è il terziere già coinvolto in contestazione che vanno avanti da un anno. Ovvero dalla discussa vittoria dell’edizione precedente. Secondo molti avrebbe vinto lanciando la freccia fuori tempo massimo. E la responsabilità sarebbe dell’arbitro. Giovedì mattina a Città della Pieve continuano gli incontri tra rappresentanti dei terzieri, organizzatori del palio e istituzioni. Nelle stanze del Comune il clima è incandescente. Gli sviluppi si annunciano imprevedibili. Garantito anche quest’anno il caratere goliardico dell’evento.


Tanto per precisare, il Casalino si APPELLA ad un articolo che è stato trascritto MALE da un vecchio regolamento e che riporta “…. il Palio verrà riconsegnato in forma solenne al Campo de li Giochi…”, e che il Presidente dell’Ente Palio, il Presidente del Castello e il Presidente del BorgoDentro hanno firmato senza leggere… OHi Ohi che grave errore! Perchè come dice giustamente il giornalista è IL CLIMA GOLIARDICO A CARATTERIZZARE IL PALIO DI CITTA’ DELLA PIEVE… quindi sono scherzetti che ci si deve aspettare!!!!!
[dalla colonna “Testo attuale”] <>. [Dalla colonna “Proposta di modifica”]: <>. In nessuno dei due articoli si parla di riconsegna obbligatoria del drappo al lancio della sfida, né tantomeno si può evincere l’identificazione della Pubblica piazza col Campo dei giochi (al punto che vengono letteralmente distinti nell’intento modificatorio).
Nel giorno del Lancio della Sfida i Terzieri, partendo ciascuno dalle proprie sedi con corteo in costume, si incontreranno alle ore 17 in Piazza Plebiscito, ove i Terzieri perdenti nella precedente edizione lanceranno, con proprio bando, la sfida al Terziere detentore, per far ritorno poi, percorrendo le proprie strade, alle rispettive sedi.
[colonna “Testo attuale”]
Nel giorno del Lancio della Sfida i Terzieri, partendo ciascuno dalle proprie sedi con corteo in costume, si incontrano ore 17 in Piazza Plebiscito, ove ciascun Terziere, con proprio bando, lancia la sfida alle altre due parti a ritrovarsi al Campo dei giochi per il confronto in una gara di tiro con l’arco (segue altro)
[colonna “Proposta modificatoria”]
La proposta modificatoria (poi non approvata) risale all’inverno/primavera dell’anno corrente, e non parla né di drappi da riconsegnare, né tantomeno stabilisce l’intercambiabilità delle espressioni “Piazza Plebiscito” e “Campo dei giochi” (come confermano anche altri articoli dei due suddetti regolamenti).