Tornelli disattivati, saliscendi per disabili inutilizzabile e pannelli informativi illeggibili se non divelti. C’è questo ma anche molto altro nella denuncia di Rinascita socialista che dopo un accurato sopralluogo nell’area archeologica di Carsulae parla apertamente di «degrado e squallore» e chiedono lumi agli assessori Daniela Tedeschi e Giorgio Armillei sul mezzo milione di investimenti che avrebbero dovuto interessare il sito.

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Degrado a Carsulae In particolare, la formazione politica che non ha rappresentanza nel consiglio comunale di Terni in una nota scrive: «La gestione del sito archeologico rientra ‘nell’appalto caos’ del Caos che costa 2.8 milioni per 5 anni eppure la situazione di Carsulae è vergognosa, il parcheggio a monte del sito accoglie i turisti in uno squallore che ha pochi uguali in Italia: erba alta, strumentazione elettrica abbandonata, saliscendi per disabili inutilizzabile e arrugginito, nessuna decorazione alle pareti del sottopasso; nessun infopoint a parte un vecchio cartello; nessuno che ti accolga e che ti faccia sentire in un luogo incantevole e pieno di storia».

La denuncia di Rinascita socialista E poi: «L’accesso all’area, inoltre, è sostanzialmente libero perché i tornelli sono disattivati e quindi sta all’onestà dei visitatori andare in biglietteria. Non solo. La maggior parte dei pannelli informativi che dovrebbero far capire al turista cosa rappresentano quei reperti sono illeggibili, talvolta divelti. Persino la tabella informativa dell’arco di San Damiano, simbolo di Carsulae, è illeggibile. Se si vuole un’area aperta al pubblico liberamente – scrivono da Rinascita socialista – come era un tempo non ha senso affidarne la gestione a qualcuno da pagare con i soldi della comunità, diversamente occorre fornire servizi adeguati».

Quel mezzo milione della Regione La mano viene poi calcata sullo stanziamento di 500 mila euro da parte della Regione per una serie di interventi che vanno dalla delimitazione di un’area sosta per camper con colonnina di ricarica elettrica e punto erogazione di acqua potabile alla conversione dell’ex  biglietteria in info point del sito archeologico e più in generale del territorio fino alla realizzazione di itinerari nell’area fruibili anche dai disabili. «Dove sono finiti – si legge nella nota – questi lavori che si dice siano iniziati a gennaio 2014? O viceversa: dove sono finiti i 500 mila euro? In gran parte (400 mila euro), a quanto pare, nei lavori di adeguamento funzionale del teatro Romano che sarà usato per spettacoli alcuni dei quali – presumibilmente – a pagamento».

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