di Chia.Fa.
Spoleto e le sue dodici porte concettuali. Terni con la sperimentazione e l’industria creativa. Ma entrambe in fibrillazione alla vigilia del verdetto del Mibac che, lunedì pomeriggio, nominerà la Capitale italiana della cultura 2017.
Sale la febbre per la Capitale della cultura 2017 È arrivato al capolinea il percorso avviato ormai quasi un anno fa dalle due città umbre che, insieme a Foligno e il tandem Orvieto-Todi, hanno risposto alla sfida lanciata del ministro Dario Franceschini, superando la prima fase di selezione tra le 24 candidature presentate e quindi entrando nella short list. Sia a Spoleto che a Terni il percorso per l’elaborazione dei dossier è stato segnato da un discreto livello di partecipazione sia a Spoleto che a Terni, con la prima che si è trovata tra le mani un centinaio di progetti presentati da numerose associazioni e la seconda che con gruppo di lavoro e il contributo di svariate realtà associative ha trovato la sintesi della candidatura in 14 progetti.
Spoleto porta delle culture ha puntato sulla concettualità dell’accesso per aprirsi a dodici viaggi diversi intorno ai quali orbitano eventi, festival, tavole rotonde e quant’altro. In questo senso nel dossier c’è la porta delle generazioni che tra le altre propone la Biennale internazionale dell’arte infantile, un festival di musica pop ed elettronica e un festival internazionale della creatività senile. Gli assessori Gianni Quaranta e Antonio Cappelletti, affiancati dal consigliere Zefferino Monini, dalla dirigente Antonella Quodam e dall’architetto ed ex assessore Giorgio Flaminia hanno associato altrettante iniziative presentate dalle associazioni anche alla porta della trasformazione e dei talent, la porta della narrazione e dell’azione e della giustizia, della memoria, del mito. Chiudono il dossier la porta tra passato e presente, la porta socchiusa, la porta del corpo e dell’anima, la porta del contemporaneo e infine a quella progettazione.
Terni alla corsa per il titolo di Capitale della cultura si è presentata col dossier Visita l’Umbria-Sperimenta a Terni redatto da una squadra coordinata dall’assessore Giorgio Armillei composta da Michele Rossi, Elena Alessandrini, Valentina Gregori, Linda Di Pietro, Anna Amati. Il documento è articolato in quattordici progetti: Performing Carsulae, Mapping Art, Parchi urbani e collaborazione, Quartiere POPolare, Mediterranea: il mare non è più lo stesso, Con voce di donna, Wow Festival, Abbattere i muri, Indie Movie Fest, Terni Festival, Terni Smart Travelling, Valle incantata, One e Grand Tour Rando. Il percorso di elaborazione del dossier è stato ancorato a quattro piloni: la rete delle associazioni; l’impresa culturale e creativa: il Caos in qualità di soggetto innovatore; e Bct (biblioteca comunale) come riferimento culturale più popolare in assoluto.
Il verdetto del Mibac Entrambi i faldoni sono già stati vagliati dalla commissione del Mibac in vista della cerimonia di lunedì a Roma, al pari naturalmente di quelli presentati dalle altre sette città inserite nella short list e tuttora in corsa: Aquileia (Udine), Como, Ercolano (Napoli), Parma, Pisa, Pistoia e Taranto. In palio non c’è soltanto un milione di euro, ma anche una grande dose di visibilità, anche se tanto a Spoleto come a Terni gli amministratori hanno promesso di far tesoro dei piani presenti al ministero e di considerarli comunque documenti strategici per lo sviluppo della cultura nelle rispettive città, al di là dell’esito della candidatura. Al Salone del Consiglio nazionale sono quindi attesi i sindaci e gli assessori delle città ancora in corsa, oltre naturalmente agli entourage, per conoscere dal ministro Franceschini il verdetto sulla città Capitale italiana della cultura 2017, dopo il titolo 2016 vinto da Mantova.
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