I saldi al via il sette luglio

Inizieranno il sette luglio e termineranno il 4 settembre. Ma in tempi di crisi, neanche i saldi promettono nulla di particolarmente buono. Lo sostiene il presidente di Federmoda Federmoda – Confcommercio della provincia di Perugia Carlo Petrini, che ha detto:  «Dobbiamo essere positivi, ma in questo momento c’è un calo del 7-8% nel settore a livello nazionale, e in Umbria, i primi dati che abbiamo indicano una situazione ancora peggiore».

Boccata d’ossigeno «Come al solito – ha aggiunto Petrini – arriviamo alla stagione dei saldi con l’acqua alla gola, da diverse stagioni ci sono le solite lamentele, che sono diventate costanti. Con l’aggravante che il calo dei consumi è ancora maggiore rispetto agli anni passati con la crisi  Apriamo ai saldi con molti commercianti in attesa di una boccata d’ossigeno.  Che  ormai sta  diventando un’abitudine. Rischiamo che i risultati siano ancora peggiori degli anni scorsi».

Concorrenza sleale «L’unica cosa che noi stigmatizziamo –  ha aggiunto – è che vi sono alcune aziende soprattutto franchising, che adottano metodi poco corretti, con vendite promozionali che non potrebbero essere effettuate , invece lo fanno. E’ un fenomeno che induce altri concorrenti ad anticipare, quanto meno ad trovare altri escamotage per  tamponare la concorrenza sleale».

Nessun aiuto da Governo «Il governo non ci aiuta – ha detto ancora Petrini -, abbiamo la minaccia dell’aumento dell’iva, se vanno avanti così è la fine del settore».

I principi di base Confcommercio, come ogni anno,  ricorda alcuni principi di base:  la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 130 e seguenti Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Non c’è obbligo per la prova dei capi. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. I  capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Si ricorda inoltre che l’esposizione sulle vetrine dei cartelli con scritte come “saldi” può comportare l’assoggettamento dell’imposta sulla pubblicità.

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