Scuola di giornalismo di Ponte Felcino

di Mario Mariano

Perugia ha due Università note, ma ce n’è un’altra che seppur poco conosciuta è motivo di vanto per la nostra città. Nella scuola di specializzazione Radiotelevisiva di Ponte Felcino si formano i giornalisti di domani. Emilio Gentile, presidente del Rotary di Perugia est decide di assegnare proprio alla Scuola di Giornalismo il massimo riconoscimento del club che rappresenta, il Paul Herris, perché  «questa è una palestra di cultura dove si formano i professionisti capaci, competenti che riaffermano i principi di libertà e democrazia».

Nella sede di Ponte Felcino si sono cimentati giovani che ora ricopriono incarichi di  responsabilità , nomi noti, apprezzati dal grande pubblico, l’elenco sarebbe lunghissimo ma bastano due nomi per tutti come Giovanni Floris e Monica Maggioni, per rendere l’idea. Fra meno di una settimana partirà il dodicesimo corso, che ha la durata di due anni , in tutto sono stati oltre 200 i giornalisti che si sono specializzati a Perugia. In prima fila all’Auditorium del Brufani dove avviene la consegna del riconoscimento, ritirato dal Presidente della scuola Innocenzo Cruciali, il caporedattore della Sede dell’Umbria Alvaro Fiorucci e il coordinatore della Scuola Nunzio Bassi.

La Scuola proprio in questi giorni ha ricevuto una lettera commovente firmata dai genitori del capitano Alessandro Romani, morto in Afganistan nel settembre del 2010 : «Hanno deciso di dedicare alla memoria del loro figliolo una borsa di studi da assegnare ad un allievo della scuola- annuncia il presidente Cruciali con un velo di commozione -. Siamo orgogliosi di questa iniziativa, se la Scuola riceve dopo venti anni dalla sua fondazioni tali attestati signfica che sta portando avanti al meglio la propria missione».

Ad oggi risulta che un altro traguardo è stato centrato, quello di dare occupazione ai futuri giornalisti: a tempo pieno sono il 62% , molti lavorano con contratti da precario, ma sperano in una sistemazione definitiva. Scavando tra le pieghe di venti anni di scuola di Giornalismo radiotelevisivo, fortemente voluta da due personaggi che molto hanno amato l’ Umbria come Enrico Manca, che della Rai fu anche Presidente e Gianni Pasquarelli, ci sono anche due grandi rifiuti: «Due giovani che avevano superato brillantemente i test di ammissione- ricorda Nunzio Bassi- che hanno frequentato con passione ed impegno ma che strada facendo hanno capito che la loro mission era un’altra, entrambi sono ottimi manager d’azienda, ma non hanno nulla a che fare con il giornalismo».

Per una serata vissuta tra ricordi e prospettive per i giovani “mezzobusti” del piccolo schermo, come si usava dire un tempo, non è mancato il rendiconto del presidente della Scuola Innocenzo Cruciani: «Perugia deve essere orgogliosa di questa palestra di giornalismo della quale si parla poco, ma posso assicurarvi che tutti lavorano tanto e bene, sia chi deve imparare sia chi conosce tecniche da trasmettere, con il supporto di apparecchiature di ultima generazione che ci invidiano non solo le altre 11 scuole di giornalismo che operano in Italia, ma anche emittenti di grande prestigio. Abbiamo fatto investimenti per oltre due milioni, la sede della Fondazione Benucci è un gioiello e quello che più conta è il fatto che non ha un euro di debito e non costiamo neppure molto. Chi entra nella scuola sa che non ha certo il posto assicurato, perché è il nostro statuto  prevede che al termine del corso ci si confronta con il mercato. Ma pur con i tempi che corrono posso dire che i vertici della Rai pensano ai tagli e ai risparmi ma fortunatamente considerano la Scuola una grande risorsa».

Una testimonianza di Alvaro Fiorucci la dice lunga sulle capacità del giovani giornalisti che si formano a Ponte Felcino: «Nella redazione della Rai di Perugia il 60% dei giornalisti viene dalla Scuola, ogni volta che da noi ne arriva uno nuovo, è festa grande, linfa vitale che porta una ventata di entusiasmo e che coinvolge tutta la Redazione»

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