Pierini, Quaranta e Frontalini (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Quattro milioni di investimenti e cambio di governance per gli spazi comuni. Ma anche il museo nazionale del Ducato pronto a cambiar volto tra nuovi spazi e allestimenti, ma anche collaborazione con il Maxxi di Roma. È una rivoluzione in piena regola quella che Mibac, Comune di Spoleto e Regione hanno in mente per la Rocca albornoziana «una realtà esaltante – per dirla con le parole del direttore del polo museale umbro e della Galleria nazionale di Perugia, Marco Pierini – ma ancora in stato gassoso che vorremmo trasformare in solido al più presto».

Ingressi alla rete museale sotto la lente

Rivoluzione Rocca Tanto per cominciare mercoledì sera, nel corso di una riunione fiume, i tre soggetti istituzionali, che sono anche soci dell’associazione Rocca, hanno concordato di affidare l’incarico di amministatore unico all’avvocato Salvatore Finocchi, molto vicino al sindaco Fabrizio Cardarelli. Il professionista è chiamato a traghettare l’attuale governace del castello di Spoleto verso un assetto più contemporaneo rispetto a quello definito ormai venti anni fa, così da poter gestire più agevolmente la delicata fase di transizione che il complesso monumentale sembra apprestarsi a vivere da qui al 2020. A illustrare nel dettaglio il percorso, che si dipana tra cantieri e progetti museali, è stato giovedì mattina il funzionario comunale Sandro Frontalini, affiancato dall’assessore Gianni Quaranta e dalla dirigente alla Cultura Stefania Nichinonni, ma soprattutto dal direttore Pierini e dalle direttrici del museo Archeologico e di quello del Ducato, Luana Cenciaioli e Rosaria Mencarelli.

Investimenti, biglietteria e museo del Ducato A palazzo comunale è stato spiegato che entro Pasqua si intende aprire la nuova biglietteria evitando così lunghe passeggiate ai visitatori che arrivano in ascensore, ossia la stragrande maggioranza, aprendo con un accesso diretto al cortile delle Armi la nuova collocazione, ossia alla base delle torre d’Onore. Il trasloco è arrivato nell’ambito di 490 mila euro di interventi finanziati dalla Regione che permetteranno anche di dotare la Rocca di una serie di piccole sale conferenze in collegamento audio e video col salone Antonini, dove ora c’è il museo del Ducato che perderà quello spazio ma guadagna il salone d’Onore e la Camera pinta. Entro un mese partiranno 2,3 milioni di interventi finanziati dalla Regione per il risanamento della cinta muraria, la riapertura degli antichi varchi di Malborghetto e San Leonardo, il consolidamento del tetto e delle facciate delle due palazzine fatiscenti e la sistemazione dell’ingresso di piazza Campello con la valorizzazione del percorso di accesso e di altri presenti nel parco. Nel summit di mercoledì sera la Regione si è anche resa disponibile a reperire tra le pieghe dei fondi europei 2014-2020 almeno un altro milione di euro per rinnovare l’allestimento del museo del Ducato che risale al 2005, ma qui è ancora da avviare l’ipotesi progettuale.

Pierini: «Realtà esaltante» Gli interventi programmati piacciono al direttore del polo museale Pierini: «Conosco Spoleto – dice lo storico dell’arte e filoso senese – e trovo la Rocca una realtà esaltante che ha già dato prova di saper costruire una rete museale, tant’è che apprendo come la Spoleto card per agevolazioni ai biglietti dei vari musei presenti in città vada meglio dell’analoga disponibile a Perugia. L’accordo del 1996 sulla gestione degli spazi comuni va rivisto, ma è solido. Tra gli aspetti positive della riforma c’è indubbiamente quella dell’autonomia, ossia gli introiti della biglietteria passeranno per il Mibac ma torneranno al museo». Tra governance e investimenti, si inseriscono i progetti della direttrice del museo nazionale del Ducato, Rosaria Mencarelli, convinta che «la Rocca non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità perché deve diventare – dice – il polo culturale della città».

Accordo col Maxxi  Mentre si sognano risorse anche per sistemare l’area esterna alle mura e realizzare il parco del castello, si lavora alla stipula di una serie di accordi con importanti istituzioni non soltanto culturali. Il più importante per la direttrice è, infatti, quello con la casa di reclusione di Maiano che a luglio, verosimilmente durante il Due Mondi, ospiterà un evento multidisciplinare con esposizioni, performance e laboratori. «Il legame tra questi due luoghi non è solo storico (la Rocca era il carcere di Spoleto, ndr) – prosegue la Mencarelli – ma anche sociale perché la cultura azzera le distinzioni sociali. Obiettivo, questo, che vogliamo raggiungere anche con la partecipazione – dice – e in questo senso stiamo per firmare un accordo con il Maxxi di Roma. Non ospiteremo – spiega – le loro opere perché a Spoleto c’è già chi si occupa di arte contemporanea (Palazzo Collicola, ndr), ma ci avvarremo della loro collaborazione in qualità di esperti in progetti e attività partecipative».

La sponda del museo Archeologico In Comune giovedì mattina anche la direttrice del museo Archeologico nazionale, altra pesante presenza in città e anche in questo caso sensibile alla partecipazione: «Stiamo tutti lavorando sinergicamente ma contiamo di rafforzare questa rete – ha spiegato la Cenciaioli – partendo dalla cittadinanza, ad esempio come museo abbiamo attivato dallo scorso febbraio una serie di incontri su diverse tematiche per misurare il gradimento degli spoletini e la reazione devo dire che è stata estremamente positiva, mentre con l’amministrazione stiamo definendo una mostra nella città tedesca gemellata con Spoleto che ospiterà i reperti della necropoli di piazza d’Armi». A chiudere il cerchio l’assessore Quaranta: «Credo che il percorso di sviluppo tracciato dall’amministrazione comunale sia chiaro – afferma – vogliamo puntare sulla cultura, valorizzando il patrimonio a disposizione».

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