Il bambino africano di 5 anni, affetto da una grave patologia agli occhi, è stato sottoposto ieri mattina al secondo intervento chirurgico dall’equipe del direttore della struttura complessa di Oculistica del S. Maria della Misericordia Carlo Cagini, affiancato dall’anestesista Simonetta Tesoro, ed è stato dimesso questa mattina con piena soddisfazione dei medici sulla riuscita della procedura operatoria.
I particolari Il piccolo, di nome Esaw, originario dell’Eritrea, era stato operato all’occhio destro lo scorso 2 agosto per la prima cataratta. I primi risultati erano stati acquisiti già durante le medicazioni successive all’intervento, avvenute nelle ultime settimane. Con l’intervento chirurgico di ieri, fra un paio di mesi, il bambino potrà godere «di un visus del 50 % nella previsione più prudente». «Siamo arrivati ad un intervento tardivo, ma ugualmente il risultato per il bambino sarà importante – sottolinea Cagini, che ricorda come nelle fasi preparatorie il visus era di appena 1/10 – il piccolo, che è diventato in questo tempo la mascotte della clinica di Oculistica, è accompagnato dalla mamma e da una interprete e dovrà fare rientro nel proprio paese fra tre settimane, per scadenza del visto sanitario. Per lui si era messa in moto una vera e propria catena di solidarietà che aveva visto impegnato la Regione dell’Umbria e l’azienda ospedaliera di Perugia che avevano accolto una richiesta di assistenza umanitaria lanciata da una associazione di volontariato, che si è fatta carico del supporto logistico degli accompagnatori del bambino. «Siamo orgogliosi – spiega Cagini all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera – che i due interventi chirurgici siano riusciti e che daranno al piccolo una buona funzionalità degli occhi. Abbiamo accertato che è in grado di riconoscere le persone, che è soddisfacente il suo orientamento. Fino a poche settimane fa era impacciato proprio per la grave miopia ad entrambi gli occhi. Controllando i suoi documenti ci siamo accorti che compirà gli anni il 23 settembre e per quel giorno gli faremo una festa. Il personale della clinica ha già messo a punto qualche idea, sarà un momento di grande gioia per tutti».
