ripa di pretola

di Elle Biscarini

Ripristinare la viabilità a doppio senso sotto la ripa di Pretola, in sicurezza e limitando il più possibile i disagi alla cittadinanza. Questo l’obiettivo del progetto presentato martedì 4 aprile in assemblea pubblica al cva di Pretola per la gestione del rischio alluvionale per la riduzione del rischio idrogeologico. Un intervento da 2,3 milioni di euro, del Piano nazionale di ripresa e resilienza, «necessario e importante» secondo l’assessore Otello Numerini.

Interventi Un intervento di messa in sicurezza e ripristino della viabilità molto atteso da parte degli abitanti sia di Pretola che di Ponte Valleceppi. La strada che collega le due frazioni, infatti, è a senso unico alternato dalla frana del 2017, che costrinse l’amministrazione a ridurre la carreggiata. Le reti di contenimento attuali servono a contenere crolli e detriti, che continuano a staccarsi dalla parete per le intemperie. Una soluzione che non poteva che essere provvisoria: «Al momento, consideriamo un rischio idrogeologico R4 – spiega Chiesa, dirigente dell’unità operativa di manutenzione della protezione civile – cioè molto elevato. Sono anni che la ripa è tormentata da dissesti, incidenti, l’ultimo nel 2017. Gli interventi effettuati in passato erano emergenziali e urgenti, anche per i fondi insufficienti. Ora per fortuna c’è il Pnrr che ci dà una mano».

Il progetto Tre i tipi di intervento da spalmare su nove mensilità: si comincerà occupandosi della parte già crollata della parete. Una volta ripulita la zona dai detriti attualmente presenti, gli operai monteranno una rete metallica addossata al versante e chiodature più fitte e profonde per mantenere il materiale fine, così che non arrivi più alla base della parete. Un sistema, secondo i tecnici, più efficace e più importante per la parte più degradata, mentre la zona con vegetazione, che comunque necessita di attenzioni, subirà un intervento meno invasivo. Il passo successivo, sarà l’erezione di un muro sostegno che proteggerà la viabilità da eventuali distacchi della parte superiore. Si tratta di un muro prefabbricato in doppia lastra di calcestruzzo, con altezza variabile a seconda della necessità, indicativamente tra i 2 e i 3 metri. Infine, si provvederà al ripristino dell’asfalto e del doppio senso di marcia.

Cronoprogramma dei lavori Gli interventi in parete sono previsti per i primi mesi. «La prima fase – spiega l’ingegner Olivanti, tecnico incaricato del progetto – include la pulizia e la rimozione del materiale franato. Per farlo, dovremo togliere le reti di contenimento attuale, necessariamente con la strada chiusa per ragioni di sicurezza». Tuttavia, non si esclude la possibilità di prevedere orari di apertura della strada durante lavori, magari nelle ore di punta e di maggiore traffico. «Entro il 31 maggio uscirà il bando di gara – riferisce l’assessore Numerini – entro il 30 settembre affideremo i lavori all’impresa vincitrice. L’inizio effettivo dei lavori è previsto entro il 15 ottobre. La data ultima per il completamento dell’opera è il 31 dicembre 2025. Questo per essere in regola, ma prevediamo di finire in nove mesi, quindi quasi un anno prima della scadenza ufficiale».

Chiusura della strada Da approfondire il tema dei tempi di chiusura della strada. «Un paese non può stare per nove mesi isolato, cerchiamo insieme la modalità il meno possibile penalizzante» afferma il sindaco Andrea Romizi, al sollevarsi di preoccupazioni a riguardo da parte degli abitanti. Secondo l’ingegner Olivanti, la necessità di chiusura della strada riguarderà solo le prime fasi di lavorazione più pericolose. «Nei primi tre, quattro mesi, si possono ipotizzare chiusure parziali giornaliere – ha spiegato – ma questo dipenderà da operai e da quanto ci metteranno a pulire. Durante la costruzione del muro, si avrà un senso unico alternato».

Impatto dei lavori I tecnici hanno poi rassicurato sull’impatto dell’intervento a livello paesaggistico e per quanto riguarda le abitazioni in cima alla ripa. «Le perforazioni non impatteranno sulle abitazioni esistenti che comunque sono lontane dalla parte problematica in questione» hanno aggiunto. Tra gli interventi possibili, si è valutata anche la possibilità di una galleria artificiale. Tuttavia, il progetto non si è alla fine rivelato consono, poiché si sarebbe dovuto coprire sia la strada che la ferrovia. «Le gallerie artificiali, come quella in Valnerina – spiegano ancora i tecnici – servono per fare passare oltre i detriti e non per fermarli. Non è fattibile per la ripa di Pretola e sicuramente necessitava la chiusura della viabilità e tempistiche maggiori».

Altre opere Ulteriori finanziamenti del Pnrr andranno a coprire anche altri interventi su via Eugubina e sulla strada di collegamento tra Perugia e Ponte Valleceppi. Si aggiungeranno anche gli interventi di miglioramento sismico del ponte di Ponte Valleceppi, con un finanziamento ministeriale di 2,7 milioni di euro, che andranno a sommarsi agli 1,2 milioni stanziati dal Comune per la passerella pedonale, richiesta a gran voce dalla popolazione. Un piano, questo, che si interseca con il piano di rigenerazione urbana del percorso fluviale del Tevere tra Ponte San Giovanni e Ponte Pattoli.