Le transenne lungo la strada (foto Umbria24)

di D.B.

Per la sistemazione della frana di Pretola servono all’incirca 500 mila euro e il Comune torna a battere cassa a pochi metri di distanza, ovvero in Regione. Della strada che collega la frazione a Ponte Valleceppi, chiusa di nuovo completamente poche ore fa, si è tornato a parlare giovedì in commissione Urbanistica, dove è stato discusso e bocciato (quattro astenuti della maggioranza e quattro sì dell’opposizione) l’ordine del giorno urgente del capogruppo dem Diego Mencaroni, con il quale si chiedono interventi rapidi per il ripristino del doppio senso di marcia, o almeno di quello unico regolato dal semaforo. Il consigliere ha segnalato che tutte le opere temporanee compiute dal Comune da un lato non hanno risolto definitivamente il problema e dall’altro hanno determinato spese ingenti per l’Amministrazione; «a ciò – ha detto – si aggiunge il forte disagio che i cittadini stanno subendo stante l’impossibilità di accedere al vicino abitato di Ponte Valleceppi se non dopo una deviazione di circa 10 chilometri».

LA STRADA DI NUOVO CHIUSA: «PERICOLOSITÀ ELEVATA»

Comune bussa alla Regione L’assessore ai lavori pubblici Francesco Calabrese in primis ha detto che i residenti hanno ragione a lamentarsi per i disagi sottolineando però che «non corrisponde al vero che il Comune abbia sottovalutato la vicenda, la quale, purtroppo, è ormai pendente da una ventina d’anni senza che le Amministrazioni precedenti abbiamo mai fatto nulla per risolverla. All’attuale giunta, invece, era ben chiaro il problema, tanto è vero che già nel settembre 2014 era stata inviata alla Regione una prima richiesta di finanziamento straordinario per la Ripa di Pretola per un importo di 500 mila euro. Richiesta reiterata nel dicembre 2014 con l’invio degli studi di fattibilità, aprile 2015, marzo 2016 e ieri, 8 febbraio». Insomma, il Comune è tornato a bussare alle porte di Palazzo Donini ma al momento «a nessuna di queste richieste la Regione ha mai dato risposta». Calabrese, oltre a ricordare che la ripartizione del fondo trasporti penalizza Perugia (la battaglia per chiedere più soldi va avanti fin dalla precedente giunta), ha attaccato: «Se una Regione non è in grado di affrontare l’emergenza di Pretola, vorrei capire a cosa serve».

Continuo disfacimento Insomma, l’assessore tiene a precisare che le responsabilità non sono tutte di questa giunta mentre il dirigente Vincenzo Piro ha spiegato che la ripa di Pretola è stata realizzata dall’uomo per garantire la larghezza sufficiente della sede stradale. «Questa opera nel tempo – ha detto – è soggetta a movimenti, in quando l’equilibrio geologico si ricompone tramite il franamento dei materiali più deboli». Il primo intervento di contenimento sulla ripa (fu installata una rete) risale ormai a 20 anni fa; ne sono seguiti altri per la ripulitura della rete e così via ma oggi il versante sta registrando delle evidenti criticità che interventi temporanei” non riescono più a risolvere. Nell’ordinanza di chiusura della strada pubblicata in queste ore infatti si parla di un «continuo disfacimento della scarpata gravante sulla viabilità», che provoca una «grande pericolosità»; e per un’opera definitiva secondo la stima di Piro occorrerebbero quei 500 mila euro chiesti alla Regione.

La seduta Il dibattito in sostanza si è poi concentrato sull’uso delle risorse: secondo Arcudi il Comune, con un bilancio di 300 milioni circa può permettersi la spesa, anche se Numerini ha ricordato che il bilancio, se si guarda solo alle spese, è di 160-170 milioni di euro, tra i quali ci sono molte spese fisse come quelle per il personale (46 milioni), per Gesenu (41), interessi per mutui (13-14) e Minimetrò (9-10); «quella di Pretola – ha detto – è un esempio della fragilità diffusa del nostro territorio. Si tratta, però, di un problema ereditato dal passato, essendo presente da più di 20 anni». Secondo i dem Mirabassi e Borghesi invece l’Amministrazione non può prendersela con la Regione né scaricare sistematicamente le colpe su chi c’era prima. «Spero che le istituzioni – ha detto poi il forzista Castori – riescano a realizzare l’intervento risolutivo, l’unico in grado di garantire la massima sicurezza». Il timore ora, sottolineato da Mencaroni, è che «il rimpallo di responsabilità rischia di determinare un prolungarsi dei disagi per 3-4 anni. Bisogna risolvere il problema, l’isolamento di Pretola sta mettendo in ginocchio i commercianti».

Twitter @DanieleBovi