Un momento della riunione

di D.B.

Per il momento è solo una pre-intesa che la giunta regionale dovrà approvare nei prossimi giorni, ma intanto sul capitolo province c’è l’ok ad una bozza di accordo da parte di tutti i soggetti coinvolti. Obiettivo primario, quello che nessuno perda il posto di lavoro. L’intesa è stata raggiunta lunedì quando intorno al tavolo ad hoc, guidato dal neo-assessore alle riforme Antonio Bartolini e creato nelle scorse settimane per occuparsi del trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali, è arrivato il sì di Upi, Anci, Regione, delle due province, dei sindacati e del Consiglio delle autonomie locali. «La “governance” territoriale – spiega palazzo Donini in una nota – dovrà far fronte alla grave criticità finanziaria in cui versano le istituzioni e giungere ad un nuovo assetto istituzionale, rinnovato, efficace ed efficiente, sia nel ruolo che nelle funzioni, garantendone allo stesso tempo i livelli occupazionali e la piena valorizzazione dei lavoratori».

L’intesa L’accordo prevede anche tavoli permanenti e specifici su singole tematiche al quale siederanno i presidenti delle due province, i sindacati e le Rsu con l’obiettivo di guidare questo riordino cercando di migliorare i servizi offerti ai cittadini e di non far perdere il posto di lavoro a nessuno. Di tutti questi temi si è parlato lunedì in un altro incontro, stavolta tra i sindacati e i parlamentari eletti in Umbria che si è tenuto nella sede della Cgil. I parlamentari si sono presi l’impegno di creare un luogo di confronto in grado di connettere sindacati, rappresentanti dei lavoratori delle province e governo per accompagnare il percorso di conversione in legge del decreto sugli enti locali. Vincenzo Sgalla (Cgil), Ubaldo Pascolini (Cisl) e Claudio Bendini (Uil) hanno parlato in particolare dei problemi che riguardano i centri per l’impiego, i lavoratori ex Anas e gli agenti della polizia provinciale.

Polizia provinciale I parlamentari hanno spiegato di aver già presentato alcuni emendamenti sui temi in questione, in particolare per garantire le risorse necessarie alla sostenibilità del percorso di riforma, e si sono detti fiduciosi sulla possibilità di accoglimento degli stessi in sede parlamentare. Lunedì a parlare sono anche gli agenti della polizia provinciale di Perugia e Terni, secondo i quali il decreto produrrà «conseguenze devastanti» se rimanesse così com’è. I poliziotti in particolare puntano il dito contro l’articolo con cui si prevede che gli agenti passeranno in forza ai Comuni compatibilmente con le possibilità finanziarie dei municipi. Insomma, per tutti la certezza di indossare la divisa della polizia municipale non c’è.

Due soluzioni Gli agenti vedono all’orizzonte problemi per i cittadini, «ai quali verrà a mancare un punto di riferimento», e propongono due idee, ovvero «l’istituzione di un corpo di polizia ambientale regionale con funzioni amministrative nelle materie attualmente ricoperte e con mantenimento delle necessarie qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza», nonché il mantenimento, in capo alle province, «delle funzioni di controllo e vigilanza» come la tutela e la valorizzazione ambientale e la regolazione della circolazione stradale.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.