«Un’esperienza pilota di successo che ha individuato un percorso strutturato per mettere in relazione la domanda di lavoro da parte della popolazione rifugiata o titolare di protezione internazionale e l’offerta di lavoro territoriale». Riassume così la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, il senso del progetto “Nansen” che la Regione Umbria ha messo in campo per promuovere l’integrazione socio economica dei rifugiati e richiedenti asilo. Dell’argomento si è discusso a Perugia nel corso del convegno di chiusura del progetto al quale hanno partecipato, oltre alla vicepresidente Casciari, i rappresentanti degli enti locali e delle istituzioni umbre, dei Ministeri dell’Interno con il sottosegretario Domenico Manzione e del Lavoro in rappresentanza del quale è intervenuta la dottoressa Alessia Alvini, di Anci Umbria con il direttore, Silvio Ranieri, l’esperto di politiche asilo e immigrazione Nadan Petrovic.
Nansen In apertura dell’incontro la vicepresidente Casciari ha ricordato che il progetto il cui titolo completo è “Nansen, Percorsi di integrazione socio-economica”, è stato selezionato come primo in seguito ad un avviso emanato dal Dipartimento per le libertà civili e per l’Immigrazione e finanziato dal Fondo europeo per i rifugiati 2008/2013 con 340 mila euro. Obiettivo generale dell’iniziativa – che ha coinvolto complessivamente 74 soggetti tutti destinatari, titolari e richiedenti protezione internazionale e inseriti in progetti di accoglienza in Umbria – era quello di promuovere un piano regionale di interventi volto a favorire l’integrazione socio economica dei rifugiati e a qualificare a livello territoriale i servizi, per dare effettività ai diritti sociali, nonché migliorare i percorsi di autonomia delle persone accolte e favorire un positivo inserimento sociale.
Partnership Per la realizzazione del progetto la Regione Umbria ha potuto contare sulla partnership dei Comuni titolari dei progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) presenti sul territorio regionale e tutti gli altri Comuni interessati dall’allargamento Sprar e dall’Ena (Emergenza Africa), ovvero i Comuni di Perugia, Terni, Todi, Marsciano, Amelia, Foligno, Narni e Spoleto e l’Associazione San Martino di Terni e l’Arci Solidarietà Ora D’Aria di Perugia. Il tutto coordinato dalle Prefetture.
Scelto un modello «La Regione Umbria – ha detto la vicepresidente Casciari durante l’iniziativa pubblica per tracciare un bilancio – ha in modo deciso scelto un modello di accoglienza per i profughi arrivati in Italia in seguito agli eventi del Nord Africa, che si è dimostrato valido, visto che andato oltre ad una prima accoglienza. Infatti, dopo una fase in cui si e fatto fronte alle prime necessità, la Regione ha avviato percorsi di integrazione per favorire l’inserimento dei nuovi arrivati nella comunità di accoglienza».
Inserimento cruciale La vicepresidente ha voluto con forza rimarcare «l’importanza dell’inserimento socio-lavorativo di queste persone costrette, per varie ragioni, a lasciare la loro terra perdendo quei punti di riferimento rappresentati dal lavoro, dalla famiglia, dalla propria casa. Proprio l’inserimento lavorativo – ha spiegato – rappresenta un nodo di difficile soluzione, visto che presenta serie criticità aggravate dall’attuale situazione economica. Lo scenario poi è diventato ancora più preoccupante nel momento in cui è cessata la gestione straordinaria dell’accoglienza dei migranti ed è quindi diventata una priorità mettere in campo progetti e iniziative a favore dei soggetti accolti nella nostra terra».
Rete territoriale In proposito, la vicepresidente ha informato che le azioni previste sono state realizzate attraverso la creazione di una rete territoriale con l’istituzione del tavolo tecnico regionale di indirizzo che, oltre ai partner, ha previsto il coinvolgimento dei seguenti enti che hanno aderito al progetto: Anci Umbria, Provincia di Perugia, Provincia di Terni, Cgil, Cna, Confapi, Confindustria Umbria, Cia Umbria, Cooperativa Perusia, Associazione Smascherati, Arci Terni, Comitato linguistico, Associazione Lerica, Legacoop, Confcommercio, Coop. Soc. il Cerchio, Coldiretti, Confagricoltura, Scuola edile Perugia, Scuola edile Terni, Istituto Crispolti, Confartigianato, Consorzio Co.hor, CISL. Scopo del tavolo è favorire la connessione dei progetti di accoglienza con i servizi offerti dal territorio in ambito socio-economico e lavorativo.
Protocollo d’intesa La collaborazione è stata formalizzata con la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa nel dicembre 2013, finalizzato a promuovere e sostenere quelle azioni ed iniziative finalizzate ad agevolare l’effettivo inserimento socio-lavorativo dei richiedenti/titolari della protezione internazionale, a connettere i bisogni e fabbisogni dei beneficiari in termini di accesso al mondo del lavoro con il sistema delle opportunità territoriali (formazione e lavoro) e qualificare il sistema relazionale di rete a livello territoriale e dei servizi per dare effettività ai diritti sociali.
