La sede di Tsa

di Dan. Bo.

Chi può vantare pluriennale esperienza, specifiche competenze professionali «nonché adeguata specializzazione culturale e scientifica nelle aree e negli specifici settori oggetti dalla presente selezione», avrà tempo fino al 21 febbraio prossimo per presentare il suo curriculum alla Trasimeno servizi ambientali. La società, insieme a Gesenu al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia, ha infatti pubblicato lunedì l’avviso pubblico attraverso il quale cercare un nuovo direttore generale. La società guidata da qualche mese da Alessia Dorillo stipulerà con il nuovo direttore generale un contratto triennale. Chi presenterà il curriculum sarà chiamato a sostenere un colloquio con l’azienda e in particolare con una commissione composta al massimo da cinque persone, compresa la presidente.

L’AVVISO PUBBLICO
GESENU, ARRIVANO MANAGER EX ACEA E RAFFAELE SQUITIERI

L’indennità Della indennità di disagio ambientale che viene riconosciuta a quei Comuni dove ci sono impianti legati allo smaltimento dei rifiuti, si è parlato lunedì a Perugia in commissione Controllo e garanzia. Due le richieste di attivazione della commissione presentate: con la prima la capogruppo del M5S Cristina Rosetti chiede di verificare come le somme (garantite dalla Regione e poi distribuite dall’Ati ai Comuni) sono state impiegate e perché al Comune di Perugia per gli anni 2011-2015 siano stati garantiti 808 mila euro invece degli 1,8 milioni di euro che gli sarebbero spettati. In realtà, come ha chiarito rispondendo alle domande il dirigente Vincenzo Piro, la somma per quegli anni è pari a 2,1 milioni (per il 2016 si è in attesa delle decisioni dell’Ati), tutti incassati. La seconda richiesta di attivazione è stata presentata dai pd Mirabassi e Borghesi e dal socialista Nilo Arcudi e con essa si punta il dito contro la delibera della giunta con la quale è stato dato il via libera ai progetti sul territorio finanziati con l’indennità.

TUTTI I PROGETTI FINANZIATI CON L’INDENNITÀ

Il dibattito Arcudi e Mirabassi hanno in sostanza evidenziato che non è giusto impiegare le risorse in esame per interventi in aree diverse da quelle soggette al disagio perché ciò viola la normativa. Sul punto Piro ha spiegato che fino al 2016 l’indennità veniva usata solo per la realizzazione di impianti fotovoltaici su alcune strutture comunali, mentre la parte residua confluiva nell’avanzo di amministrazione. Dall’anno scorso invece la giunta ha scelto di ridurre la tariffa (251 mila euro) e di realizzare interventi e servizi nelle aree oggetto di disagio (1,7 milioni di euro). «Alcuni di questi interventi – ha detto Piro – riguardano aree non inserite all’interno della perimetrazione stabilita dal Comune per l’applicazione delle riduzioni alla tariffa, ma comunque interessante da una qualche forma di disagio, ad esempio il passaggio di mezzi pesanti». Rosetti ha preso atto che a oggi la riscossione totale è avvenuta sottolineando però che i progetti non prevedono opere per il miglioramento dell’ambiente.

Imposta indiretta? «L’indennità – ha detto – non può diventare una sorta di imposta indiretta per realizzare infrastrutture che dovrebbero, invece, essere finanziate con la fiscalità generale. Si evidenzia quindi la mancanza totale di una progettualità dell’Ente sotto il profilo ambientale». Miglioramento ambientale secondo Piro che verrà invece realizzato con interventi come quello sull’illuminazione. Secondo Mirabassi emerge una certa discrezionalità nell’interpretazione della normativa da parte del Comune. Ciò comporta che non sono chiari i criteri utilizzati per individuare le aree disagiate e gli interventi da realizzare. All’incontro ha partecipato anche la presidente dell’Osservatorio su Borgogiglione, per chiarire che i cittadini di quell’area erano contrari all’utilizzo dell’indennità per la riduzione della tariffa, preferendo un monitoraggio attento della discarica e dei mezzi che conferiscono i rifiuti. «La maggior parte dei comitati però – ha risposto Piro – rappresentanti delle varie aree cittadine disagiate, hanno spinto fortemente per la riduzione della tariffa».

Twitter @DanieleBovi

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