domenica 22 settembre - Aggiornato alle 16:39

Gesenu, al posto di Sassaroli ex manager di Acea. Per l’Organismo di vigilanza il presidente della Corte dei conti

Cda nomina Luciano Piacenti. Nell’Organismo anche Cusmai e Lutazi. Sindaci Trasimeno: «Riorganizzare Tsa»

Luciano Piacenti

di Daniele Bovi

Un nuovo Organismo di vigilanza e un nuovo direttore. Si chiama Luciano Piacenti il manager che prenderà il posto dentro Gesenu di Giuseppe Sassaroli, figura al centro dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Perugia. La decisione è stata presa venerdì dal consiglio di amministrazione della società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in buona parte della regione. Piacenti, ingegnere, è stato per lungo tempo una delle colonne portanti di Acea, la multiutility di cui è stato responsabile del settore ambiente e che è un vero e proprio colosso del settore idrico, di quello del gas e non solo. In particolare Piacenti è stato al vertice fino a non troppo tempo fa di Aria, la società di Acea che si occupa di termovalorizzatori. Ora il manager è amministratore delegato di Saxa Gres, azienda della provincia di Frosinone che produce piastrelle e che lo fa utilizzando anche le ceneri proprio dei termovalorizzatori di Acea, realtà che ha i suoi interessi anche in Umbria essendo proprietari al 98 per cento di Umbriadue e al 40 per cento di Umbra Acque.

I nomi Il suo curriculum, assicurano da Gesenu, non è stato l’unico vagliato dal nuovo socio privato, ovvero il Gruppo Paoletti, realtà umbra che nel luglio scorso ha acquisito il 55 per cento di Manlio Cerroni tramite la propria Holding SocesFin Srl; due realtà, sostengono alcuni, vicine. Ora sarà Piacenti ad aiutare Gesenu a capire se per l’impianto di Pietramelina sia meglio puntare sul revamping da 105 mila tonnellate od optare per una soluzione più piccola. Le novità però per Gesenu non si fermano qui: il cda ha deciso infatti di sostituire i membri dell’Organismo di vigilanza al cui vertice c’è il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri; nato nel 1941 e magistrato dal 1971, è al vertice della magistratura contabile dal 2013. A coadiuvarlo ci saranno l’avvocato Raffaele Cusmai, classe 1971 e ufficiale dei carabinieri in congedo che ha svolto e svolge compiti simili a quello che gli è stato affidato dal cda di Gesenu. Il terzo nome è quello dell’ingegnere perugino Alessio Lutazi. «Tutti curriculum di un certo peso» tengono a precisare dall’azienda.

Tsa Intanto venerdì sono tornati a farsi sentire i sindaci del Trasimeno su Tsa. In una nota chiedono di dare pienamente corso alla sospensione cautelare dei soggetti coinvolti nell’indagine sulla Gesenu, una riorganizzazione aziendale con rotazione delle figure apicali, subito un nuovo direttore e il potenziamento della struttura tecnica. I sindaci esprimono forti preoccupazioni sulla situazione relativa alla gestione dei rifiuti nel loro territorio e chiedono una immediata sterzata in seno alla Tsa, specie per ciò che riguarda la gestione di Borgogiglione.  In una nota congiunta, i sindaci ritengono «indispensabile e urgente che la complessità del problema debba trovare adeguati supporti previsionali ed economici – a tutela della popolazione umbra – nella revisione del piano regionale dei rifiuti ed invitano tutti i soggetti competenti a procedere con celerità». In particolare, perché «gli investimenti relativi al mantenimento funzionale del servizio e, per quanto ci riguarda più direttamente, della discarica di Borgogiglione, risultano non più rinviabili e dovranno trovare copertura finanziaria nella pianificazione complessiva ed in quella del gestore aziendale Gest».

Tsa da riorganizzare Nello specifico di Tsa, si chiede «l’effettuazione di alcune stringenti e non più differibili scelte». Ovvero, per i primi cittadini «occorre intervenire per dare pienamente corso alla già richiesta sospensione cautelare dei soggetti coinvolti nell’indagine dagli incarichi sin qui svolti, a tutela sia dell’azienda che dei dipendenti stessi. Si ritiene, inoltre, che il mutato scenario imponga una organica riorganizzazione aziendale con la rotazione delle figure apicali. Nello specifico, va immediatamente dato corso alle procedure di selezione del nuovo direttore aziendale, figura centrale della nuova governance. La struttura tecnica – proseguono – va, comunque, potenziata rispetto alla attuale dotazione, che appare non sufficiente a garantire una adeguata autonomia, nel solco strategico già delineato con le modifiche statutarie».

Piano strategico I sindaci del Trasimeno ritengono poi «necessario intanto dare immediato corso alla convenzione predisposta con Sogepu spa, soggetto con il quale, per tipologia e dimensioni, sono auspicabili accordi più ampi, nell’ottica della razionalizzazione virtuosa del settore, anche nella logica di ulteriori collaborazioni con altri soggetti regionali e non solo. In tale ambito di rafforzamento e riorganizzazione dell’impresa, si rende urgente, altresì, procedere alla predisposizione del Piano strategico aziendale, che intervenga sul potenziamento degli impianti esistenti e chiarisca le progettualità future. Il duplice obiettivo che si pone in tal senso – precisano i sindaci – è l’assoluta salvaguardia del nostro ambiente che dovrà vedere tutelata l’area dell’attuale discarica anche successivamente alla sua chiusura e della autosufficienza territoriale.

Parti offese nel processo «Al fine di rendere attuabili tali scelte, il Consiglio di amministrazione dovrà procedere ad una idonea ripartizione dei “compiti”, affidando specifici obiettivi ai singoli consiglieri. I Comuni in quanto utenti, a tutela dei propri cittadini, oltreché detentori della maggioranza delle azioni della Società – concludono – si costituiranno sin d’ora come parte offesa, in via propedeutica alla partecipazione attiva al giudizio eventualmente instaurando».

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