Bidoni per la raccolta differenziata

Giano dell’Umbria, Torgiano, Fratta Todina e Montecastello Vibio entrano nella classifica della XX edizione di Comuni Ricicloni. Un piccolo successo in un panorama non proprio esaltante se paragonato con altre zone d’Italia. Nessun capoluogo del Centro, per essere chiari, ha superato il 65% di raccolta differenziata.

Vincitore assoluto I premi della XX edizione di Comuni Ricicloni sono stati consegnati a Roma: sono 123 i campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16% dei comuni d’Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto, pari al 13% della popolazione. La soglia di ingresso in classifica è il 65% di raccolta differenziata. Comune vincitore assoluto è Ponte nelle Alpi, 8.508 abitanti in provincia di Belluno, che per il quarto anno consecutivo raggiunge livelli di eccellenza.

I 4 campioni umbri «La situazione umbra – secondo Legambiente – è un bel po’ desolante: sono solo quattro i comuni che entrano nella classifica di Comuni Ricicloni, il 4,32% sul totale dei comuni umbri, contro il 19,51% di quelli marchigiani e il 7,32% di quelli toscani». Quattro e tutti piccoli, sui quali spicca Giano dell’Umbria al 18° posto della classifica dei comuni del centro al di sotto dei 10.000 abitanti con un indice di buona gestione pari a 59,56 e una raccolta differenziata del 70.1%. Segue Torgiano al 33° posto con un indice di buona gestione di 55,01 e una raccolta differenziata del 73,7%. Al 43° posto invece Fratta Todina con un indice di buona gestione di 50,76 ed una raccolta differenziata del 68.1% e Montecastello Vibio al 52° con un indice di buona gestione a 47,65 e un raccolta differenziata al 67,4%.

Nessun capoluogo riciclone Nessun capoluogo del Centro Italia entra in classifica. Spiccano invece Belluno per il Nord con il 70% di raccolta differenziata e Salerno con il 68% per il Sud. Così come nessun comune umbro sopra i 10.000 abitanti entra nella classifica, dominata da Serravalle Pistoiese che raggiunge l’87% di raccolta differenziata.

I problemi dell’Umbria «Anche in questa edizione di Comuni Ricicloni emerge come l’Umbria stenti a raggiungere risultati eccellenti – ha dichiarato il presidente di Legambiente Umbria, Alessandra Paciotto –. Conosciamo con chiarezza i punti dolenti della gestione dei rifiuti in Umbria, su cui occorre concentrarsi: le città più grandi e ampie zone della regione, come Spoleto, Foligno e la Valnerina, ma anche il Ternano e l’Orvietano, dove ancora il peso delle discariche e i volumi della raccolta indifferenziata tengono l’Umbria lontana dall’essere una regione virtuosa. Dobbiamo spingere per ridurre i rifiuti prodotti – continua Alessandra Paciotto – passare al porta a porta spinto su tutto il territorio regionale a cominciare dalla frazione organica, che non può più essere stradale e comprendere i pannolini, come avviene invece a Perugia (unica città d’Italia ad adottare questa modalità), dire stop ai termovalorizzatori vecchi e nuovi, costruire e rendere più efficienti gli impianti di riciclaggio, a partire da quelli per l’organico come i digestori anaerobici, e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita».

Menzione a Perugia Ma il Comune di Perugia, rappresentato dall’ assessore all’Ambiente, Lorena Pesaresi, fa sapere di aver ricevuto una menzione speciale per l’esperienza della raccolta differenziata, attivata con modalità mirate per corrispondere alle caratteristiche e alle esigenze delle diverse aree del territorio comunale, a partire dal centro storico. «Oggi – ha ricordato Pesaresi – il livello di differenziata nel centro storico supera il 65%, mentre in tutte le zone in cui è attiva la raccolta porta a porta si supera l’ 80%. Sull’intero territorio comunale siamo, ad oggi, al 59% di media annuale. Un traguardo ancora più notevole se si pensa che stiamo parlando di una grande città, con un territorio esteso e di non facile gestione. Il risultato dunque va oltre il semplice dato numerico, e per questo il nostro lavoro ha avuto un importante riconoscimento. Un risultato di cui possiamo essere soddisfatti, dunque, ma da migliorare, il che può senz’altro avvenire con il contributo della affermazione di una nuova cultura della gestione dei rifiuti. In questo senso, i perugini hanno dimostrato una crescente sensibilità».

Le Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le Regioni con la più alta concentrazione di Comuni Ricicloni. Seguono Marche, Lombardia e Piemonte e la Campania all’ottavo posto, prima Regione del Sud.

Comuni rifiuti free Dopo i Ricicloni i Comuni rifiuti free. Dal dossier Comuni Ricicloni 2013 emerge la novità di questa XX edizione: in Italia esistono realtà che vanno oltre l’eccellente risultato del 65% di raccolta differenziata e riciclata, arrivando quasi ad essere ‘rifiuti free’, ovvero comuni dove si è riusciti a ridurre dell’90% circa la quantità di rifiuti da smaltire. Sono 330 in totale e in media ognuno ha prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato in un anno. Un caso su tutti, il comune di Empoli che nonostante i suoi 48 mila abitanti è un comune “rifiuti free”. Come si raggiunge questo risultato? Le ricette sono diverse, ma con alcune caratteristiche comuni: la raccolta “porta a porta”, la modalità di tariffazione del servizio (197 sono a tariffa puntuale, 29 normalizzata e 104 a tassa), la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una comunicazione efficace e con politiche fiscali che applichino il principio del ‘chi inquina paga’ e premino il cittadino virtuoso con una riduzione della tassa sui rifiuti se separa bene i materiali da ciò che non si può riciclare; e ancora, incentivando la pratica del compostaggio domestico, promuovendo il consumo dell’acqua del Sindaco riducendo le bottiglie di plastica, bandendo le stoviglie in plastica in favore di quelle riutilizzabili. Ed è di questi giorni il lancio da parte di Legambiente della raccolta firme per la petizione popolare “Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare” nell’ambito della sua campagna “Italia rifiuti free” affinché la tassazione a carico di famiglie e aziende sia equa e premi i comportamenti virtuosi.

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