di Ivano Porfiri

L’Umbria smaltisce in discarica 362 mila tonnellate di rifiuti l’anno su 541 totali pari al 63%. Lo riporta il rapporto l’Italia del riciclo 2012 dell’associazione Fise-Unire. Dato che viene contestato dall’assessore Rometti.

Il rapporto L’Umbria, secondo il rapporto Fise-Unire, ha il dato più alto di tutto il Centronord tranne il 79% della Liguria e il 74% del Lazio. Peggio dell’Umbria, anche al Sud starebbero comunque solo Molise (84%), Basilicata (83%) e Sicilia (93%), con una media italiana attestata sul 46%. Anni luce dall’8% della Lombardia. Dai dati Ispra, è bene precisarlo, sono escluse 900 tonnellate di ecoballe in Campania (in questa statistica al 48%) che incidono per il 3% del totale. In Italia il 33% dei rifiuti urbani viene avviato al recupero di materia, rispetto a una media europea del 42%.

Altri dati Le cattive notizie per il nostro Paese non si fermano qui: secondo il Rapporto recuperiamo sotto forma di materia solo il 20% dei rifiuti (escluso il compostaggio), contro una media europea del 26%; anche il compostaggio e il recupero energetico si mantengono sotto la media del vecchio continente, rispettivamente al 13% (in Europa al 16%) e al 18% (29% in Europa). In questo scenario critico, nel 2011 l’industria italiana del riciclo degli imballaggi si è mantenuta su buoni livelli sia per quantitativi, pari a 7,5 milioni di tonnellate (+2% sul 2010, quando erano 7.346), sia per tasso di riciclo, stabile al 64%: crescono carta (+3%), plastica (+4%) e vetro (+7%), in calo acciaio (-1%), alluminio (-13%) e legno (-5%).

Lontani dagli obiettivi «Il riciclo dei rifiuti – ha evidenziato Corrado Scapino, presidente di Unire – costituisce una delle priorità strategiche per lo sviluppo della green economy. Gli obiettivi di riciclo europei sono, per alcune filiere, ancora lontani e per raggiungerli è necessario che oggi le strategie di crescita industriale nazionale si coniughino con politiche di sviluppo sostenibile che prevedano l’impegno e la partecipazione di tutti i soggetti economici della filiera, dai produttori ai riciclatori». Il rapporto, secondo Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile «mette in luce come l’Italia abbia una gestione poco virtuosa dei suoi rifiuti con un’altissima percentuale di ricorso alla discarica e una bassa percentuale di riciclo effettivo. Uno dei motivi principali di questa situazione è la bassa tassazione sullo smaltimento in discarica (15 euro a tonnellate in Italia contro le 40 in Germania)».

Rometti contesta i dati L’assessore all’Ambiente della Regione Umbria, Silvano Rometti, contesta i numeri del rapporto. «Il dato che colloca l’Umbria fra le regioni che maggiormente ricorrono allo smaltimento dei rifiuti  in discarica – dice – è viziato dal fatto che si riferisce al totale della produzione regionale dei rifiuti, comprendendo quindi anche i rifiuti speciali prodotti dalle aziende  che da soli rappresentano i  3/4 del totale dei rifiuti prodotti  in Umbria»

Il peso di Ast «Va inoltre segnalato – prosegue Rometti – che circa il 23% dei rifiuti speciali, secondo il Rapporto ISPRA,  è prodotto dalla Acciai Speciali Terni. L’azienda dispone di una propria discarica di servizio nella quale vengono conferite circa 500 mila tonnellate all’anno di rifiuti: un dato – sottolinea l’assessore – che sostanzialmente coincide col totale dei rifiuti urbani prodotti annualmente. Le strategie attuative del Piano Regionale dei rifiuti – ha proseguito –  stanno dando ottimi risultati per quanto riguarda l’invio a recupero dei rifiuti urbani. Ormai il livello medio di raccolta differenziata in Umbria si attesta tra il 45 e il 50%. Poco si  può fare invece – sostiene l’assessore – sul ciclo di gestione dei rifiuti speciali,  il cui prevalente sistema di smaltimento, viste le tecnologie a disposizione, rimane la discarica».

Scelte dei privati «Da parte nostra – dice Rometti – c’è l’impegno di creare condizioni utili allo sviluppo di attività imprenditoriali finalizzate al recupero di questa tipologia di rifiuti,  mala Regione non può intervenire sulle  scelte singolarmente operate  dalle aziende per smaltire i propri rifiuti alle migliori condizioni di mercato. Comunque  – conclude -, così come sancito dal Piano regionale non ci saranno nuove discariche oltre a quelle esistenti, tre delle quali sono state recentemente ampliate  in base alle esigenze di smaltimento dei rifiuti urbani nei prossimi anni ed altrettante verranno  chiuse all’ormai prossimo completamento delle volumetrie utilizzate».

Autorità unica regionale Si è svolta intanto a Palazzo Cesaroni la seduta congiunta delle commissioni Prima e Seconda del consiglio regionale per avviare l’iter della proposta di legge di iniziativa delle Giunta “Norme per il riordino del servizio idrico integrato”. L’atto prefigura la nascita di una Autorità umbra per rifiuti e idrico in sostituzione degli Ati esistenti ed stato illustrato dall’assessore Silvano Rometti. La discussione dell’articolato proseguirà nelle prossime seduta di commissione.

Brutti: dati preoccupanti «I preoccupanti dati del rapporto Fise Unire sul massiccio conferimento di rifiuti nelle discariche umbre avvallano un nostro timore e cioè che una parte della raccolta differenziata finisce comunque in discarica». Paolo Brutti, consigliere regionale e responsabile Ambiente dell’Italia dei Valori, dice la sua sul botta e risposta tra l’assessore Rometti e l’associazione ambientalista, che colloca l’Umbria al terzo posto nella classifica delle regioni del centro nord meno virtuose con un 63 per cento, inferiore solo al 79% della Liguria e al 74% del Lazio. «Rometti ha ragione nel computare i rifiuti delle acciaierie ternane, che appesantiscono il dato umbro, ma dovrebbe ammettere che si potrebbe fare molto di più rispetto agli scarti delle attività di costruzione degli edifici e delle strade, tutto materiale che andrebbe recuperato e che invece finisce in gran parte in discarica».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.