di Chia.Fa. e Iv.Por.
La maggiorazione di 10 euro a tonnellata che l’Ati 2 (Perugia) ha chiesto all’Ati 3 (Spoleto e Foligno) è illegittima. Questa la sostanza della pronuncia emessa dal Tar dell’Umbria sull’accordo siglato a metà 2013 tra i due Ambiti per il conferimento dei rifiuti della Valle umbra Sud nella discarica di Borgo Giglione (Magione) a seguito della chiusura di quella di Sant’Orsola (Spoleto).
Sentenza da mezzo milione di euro La sentenza dei giudici amministrativi (presidente Grauso, consiglieri Graziano e Amovilli) non riconosce agli Ati un potere autonomo di adeguamento delle tariffe in base ai territori di provenienza dei rifiuti prodotti in regione. L’accoglimento del ricorso dell’Ati 3 vale un risparmio di circa mezzo milione di euro per i 160 mila contribuenti di Spoleto, Foligno e Valnerina. La somma in questione, precisano dall’Ati 3, non è mai stata conteggiata in bolletta né naturalmente versata nelle casse dell’Ati 2, ma nel caso in cui il ricorso fosse stato respinto, il salasso sarebbe arrivato direttamente in case e aziende del comprensorio. Inutile dire che in questo senso è «piena la soddisfazione» espressa dal direttore dell’Ati 3, Fausto Galilei: «Fin dai primi istanti – ha commentato – eravamo convinti che le maggiorazioni per i rifiuti extra ambito non fossero legittime e finalmente dopo una lunga battaglia il Tar ha riconosciuto le nostre ragioni».
Rifiuti di Spoleto e Foligno a Borgo Giglione Inizialmente, infatti, i giudici dell’Umbria si erano detti incompetenti sul ricorso dell’Ati3, salvo poi affrontare nel merito la questione su indicazione del Consiglio di Stato, che invece aveva riconosciuto la legittimità del ricorso amministrativo. Nella sentenza viene evidenziato come la legge regionale 11 del 2009 e relativo piano rifiuti stabiliscano «il carattere sovra Ati della fase finale del ciclo di smaltimento dei rifiuti, che ha pertanto un riferimento di interesse regionale». In questo senso i giudici scrivono: «La logica della norma e dello strumento di programmazione è l’unitarietà del sistema umbro e quindi delle tariffe non modificabili in ragione della provenienza dei rifiuti dall’interno o all’esterno dell’Ati in cui insistono le discariche».
Tar: «Maggiorazioni illegittime» Non passa inosservata la prevista chiusura della discarica di Sant’Orsola (Spoleto) disposta dallo stesso piano regionale che individua come strategiche le altre tre discariche dell’Umbria (Borgo Giglione, Le Crete e Belladanza) : «In tale contesto – si legge in sentenza – non pare ragionevole negare l’accesso all’Ati3 alle discariche strategiche alla stessa tariffa stabilita per i propri rifiuti e non risulta per niente persuasiva la tesi dell’Ati 2 che invoca la differenziazione delle tariffe per rifiuti provenienti da Comuni esterni in virtù di presunte ragioni di prossimità e autosufficienza». Ergo: «Il Tar non ritiene di poter riconoscere in capo a ciascun Ati un potere di autonomo di adeguamento tariffario in ragione della provenienza extra Ati dei rifiuti, dovendo le tariffe di conferimento perseguire non l’interesse pubblico di ogni singolo Ati, bensì quello generale dello smaltimento dei rifiuti nell’intero territorio umbro».
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