di Gabriele Beccari
Sono 39.515 gli studenti umbri che alle 8 di lunedì hanno ripreso posto tra i banchi degli istituti superiori, di cui 29.847 in provincia di Perugia e 9.773 in quella di Terni. Un rientro a scuola segnato da diverse novità importanti: il voto di condotta, una maturità riformata e il divieto ministeriale dell’uso dei telefoni cellulari. Una misura, quest’ultima, accolta per lo più positivamente, anche se non sono mancate opinioni contrarie.
No cellulari Per quanto riguarda il divieto di utilizzo dei cellulari, le scuole si stanno organizzando con modalità differenti: alcuni istituti ad esempio, hanno deciso di lasciare i dispositivi in custodia agli studenti stessi, come forma di responsabilizzazione. Tra questi c’è l’istituto Alessandro Volta di Perugia. Il dirigente scolastico, Silvio Improta, ha spiegato la scelta, legata in parte a questioni logistiche, visto l’impegno che avrebbe comportato il ritiro di numerosi dispositivi. Ma anche appunto «per responsabilizzare gli studenti. Per loro sarà difficile, ma devono riuscirci» ha aggiunto.
Studenti Non tutti studenti però, sono favorevoli alla nuova misura: «Mi distraggo di meno sicuramente – ha detto una studentessa del liceo classico Annibale Mariotti di Perugia, ai microfoni di Umbria24 – ma se ci fosse un’emergenza, non poter usare il cellulare a scuola può diventare un limite». Per altri invece la decisione «è giusta» dato che – dicono – gli smartphone non servono per le lezioni. Non manca chi ha notato controlli intensificati, mentre per alcuni tutto sommato poco è cambiato rispetto al passato, mentre c’è chi potrebbe aver portato un secondo telefono per aggirare i divieti.
PERUGIA, LA SINDACA AGLI STUDENTI: «INSIEME SI VA LONTANO»
Voto di condotta Altra novità: per direttiva ministeriale approvata a luglio scorso, il voto di condotta, a partire da questo anno scolastico, sarà valutato in maniera complessiva su tutto l’anno, e non solo a quadrimestre, e servirà per determinare il passaggio da un anno all’altro. Il voto, espresso in decimi, sarà inteso come un indicatore del rispetto delle regole e delle persone, nonché dell’impegno verso la comunità scolastica. Un voto inferiore a sei decimi, comporterà quindi il non essere ammessi al successivo anno di corso o all’esame di Stato, in caso di studenti all’ultimo anno. Un voto pari a sei decimi, invece, comporterà la sospensione del giudizio di ammissione e la redazione di un elaborato su tematiche di cittadinanza attiva, collegato ai motivi che hanno determinato il voto ottenuto.
Maturità 2026 Da quest’anno, anche l’esame di maturità cambierà in maniera significativa, con l’introduzione di un orale obbligatorio che sostituisce il precedente formato multidisciplinare. La prova orale si concentrerà pertanto su quattro materie, selezionate annualmente dal ministero dell’Istruzione e rese note a gennaio. Altro cambiamento cruciale è la bocciatura automatica per chi si rifiuta di sostenere il colloquio orale, come successo già alla maturità 2025, anche se ha già raggiunto il punteggio sufficiente con le prove scritte e il credito scolastico. La norma stabilisce che l’esame è valido solo se lo studente partecipa regolarmente a tutte le prove previste, e quindi un rifiuto deliberato di interagire con la commissione, anche con «silenzio ostinato», comporterà la bocciatura.
Commissioni Le commissioni d’esame si ridurranno da sette a cinque componenti: due esterni, due interni e un presidente. Inoltre, i risultati delle prove scritte non saranno resi noti fino alla fine dell’orale, secondo il ministero, «per una maggiore serenità durante il colloquio». La commissione potrà assegnare fino a tre punti extra per portare il punteggio finale a 100, ma solo a chi ha raggiunto almeno 97 punti. Il decreto ripristina anche la denominazione ‘esame di maturità’, abbandonando quella di ‘esame di Stato’. Una decisione «volta a sottolineare la natura complessa, globale e trasformativa del processo educativo».
Lavori Le scuole superiori di competenza della Provincia di Terni, invece, sono state interessate da una serie di lavori, per un investimento che supera i 12 milioni e 350mila euro, la maggior parte derivanti da fondi Pnrr. I lavori si sono in larga parte già conclusi e in piccola parte sono in via di ultimazione. Un fattore questo che, assicurano dalla Provincia in una nota stampa, «non creerà alcun problema alla didattica che inizierà dappertutto in maniera regolare». Gli interventi hanno riguardato il miglioramento antisismico e alcune strutture e servizi interni.
Riaperture Tra le novità più importanti per gli studenti ternani, c’è il ritorno nelle sedi originarie delle 12 classi del liceo classico Tacito e delle 14 classi del liceo scientifico Donatelli, che erano state spostate per consentire l’esecuzione dei lavori strutturali.
