di C.F.

«La casa comunale e la casa spirituale: dopo il dolore e lo sconforto festeggiamo la ricostruzione in favore di una comunità che, come raramente mi è capitato di osservare, è legata da un grande e profondo senso di appartenenza». Così a Cascia, venerdì pomeriggio, il ministro Nello Musumeci è intervenuto al primo consiglio comunale aperto convocato a Palazzo Frenfanelli, sede del Comune, chiuso dai terremoti dell’ottobre 2016 e interessato da un cantiere post sisma da circa 1,6 milioni di euro appena ultimato.

Oltre al ministro, nel municipio tornato agibile dopo i lavori anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, la presidente della Regione Stefania Proietti e l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Boccardo. A tutti loro il sindaco ha spiegato che la riapertura di Palazzo Frenfanelli ha permesso «nell’ultimo mese circa di riportare in un’unica sede tutti gli uffici dell’ente, quindi tutti i servizi e tutto il personale, che dal terremoto del 2016 erano stati dislocati in cinque sedi provvisorie».

Venerdì pomeriggio, però, Cascia ha anche festeggiato la riapertura della chiesa di San Francesco, «la prima edificata dopo quella di Assisi», che è stata dichiarata inagibile fin dal terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016, perché la prima scossa della sequenza sismica aveva compromesso la stabilità del campanile, che è stato subito messo in sicurezza, salvandolo dal crollo che i terremoti di ottobre 2016 avrebbero potuto causare. La riapertura di San Francesco, interessata da un cantiere post sisma da circa 1,4 milioni di euro, è stata accompagnata dal progetto «Sibillia AI».

«Due case, quella civica e quella religiosa, tornano alla comunità, ma la gente di Cascia nonostante il dolore si è fatta forza ed è ripartita», ha detto Proietti, sottolineando: «Oggi in un contesto di rinascita celebriamo un modello di speranza. Qui a Cascia c’è l’Umbria e l’Umbria e’ Cascia».

De Carolis ha poi parlato «di una giornata importantissima per Cascia, che però rappresenta un traguardo intermedio, perché il lavoro da compiere per restituire spazi e servizi alla comunità è ancora lungo, anche se lo stato di avanzamento della ricostruzione è confortante». E in questo senso, Castelli ha fatto un punto sintetico, spiegando che «la ricostruzione leggera è quasi finita, mentre la pesante sta andando molto bene e ormai quando si arriva qui a Cascia ci si accorge che perfino le strutture ricettive sono già pronte ad accogliere i pellegrini».
 

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