Legnini e Alemanno

di Chiara Fabrizi

Il rush finale con la formula semplificata vale un incremento delle domande del 73,3 per cento e segna la fine del primo round per la ricostruzione leggera. Sì, perché sono quasi 1.200 le istanze per ottenere il contributo per la riparazione dei danni lievi del terremoto contate in Umbria al primo dicembre, ossia all’indomani della scadenza che avrebbe comportato effetti pesantissimi per i terremotati, compresa la perdita del contributo per l’autonoma sistemazione, oltreché quello di ricostruzione per la riparazione dei danni del sisma. Nel luglio scorso la Regione stimava tra mille e 1.200 domande di ricostruzione leggera ancora attese, motivo per cui oggi si ritiene che nessun proprietario di immobili lesionati dal sisma in Umbria abbia perso i fondi dello Stato, ma la domanda semplificata va completata in tempi che dovrà definire il commissario Giovanni Legnini. Intanto nel cratere del sisma è stata riaperta la strada provinciale Pian Perduto, dopo che ieri i dirigenti di Anas Marche hanno comunicato la conclusione dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza della strada che collega Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Castelluccio di Norcia (Perugia).

In un mese +73,3 per cento I dati sul rush finale per la presentazioni delle domande sono forniti dalla struttura commissariale secondo cui in Umbria la maxi pratica si è chiusa con 2.833 istanze per danni lievi, mentre il 26 ottobre scorso erano 1.636. A contribuire all’accelerazione, oltreché il rischio di dover riparare i danni del sisma di tasca propria, anche la procedura accelerata introdotta con ordinanza, che permetteva di “prenotare” il contributo inserendo dati essenziali, come quelli identificativi del proprietario e i catastali per l’immobile, per poi completare la pratica con tutta la documentazione tecnica del caso in un secondo momento, ossia entro termini che saranno definiti nei prossimi giorni.

Legnini: «Risultato importante» Molto indietro, invece, la partita per la riparazione dei danni gravi che segna 485 domande, contro le 330 contate a fine 2019, mentre complessivamente ne sono attese più di 4mila. Sulla ricostruzione leggera, comunque, Legnini ritiene che si siano raggiunti «risultati molto importanti grazie alle semplificazioni normative introdotte con le nuove ordinanze, al lavoro degli Uffici speciali e al dialogo fruttuoso coi professionisti della ricostruzione che hanno responsabilmente rispettato i termini», aggiungendo che a quattro anni dal sisma si sono create le condizioni affinché nel 2021 la ricostruzione del Centro Italia possa finalmente decollare». Molto, comunque, dipenderà da i tempi che il commissario concederà per completare la domanda di ricostruzione ai tanti tecnici che hanno depositato l’istanza semplificata.

 

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