La firma del protocollo

di Noemi Matteucci

I migranti potranno integrarsi nei luoghi di accoglienza svolgendo volontariamente lavori socialmente utili, passando attraverso le associazioni e con una copertura Inail in caso di infortunio. Questo in sintesi il contenuto del protocollo d’intesa firmato venerdì mattina in Prefettura.

Protocollo d’intesa Alla base del percorso d’inserimento sociale e dell’integrazione degli immigrati, insieme alla possibilità di curare il territorio, c’è da oggi un protocollo d’intesa firmato dal prefetto di Terni, Gianfelice Bellesini, e da Anci Umbria, Inail, Direzione Territoriale del Lavoro, enti gestori dell’accoglienza, sindacati e Comuni che ospitano le strutture temporanee di accoglienza dei migranti (Terni, Orvieto, Narni, Amelia, Ferentillo, Lugnano in Teverina, Montefranco e San Venanzo). Il protocollo ha durata di un anno e non si limita ai primi firmatari, poiché aperto alla possibile aggiunta di ulteriori soggetti.

Inserimento sociale Lo scopo del protocollo è quello di favorire l’inserimento dei migranti nelle comunità ospitanti, attraverso il coinvolgimento in attività organizzate di volontariato e svolte attraverso lavori socialmente utili, per costruire percorsi di accoglienza e integrazione a favore dei migranti ospitati in provincia e che attendono di vedere definita la loro domanda di riconoscimento della protezione internazionale. Per il richiedente asilo, l’attività di volontariato diventerà occasione per conoscere il contesto sociale nel quale si trova ed anche per maturare una coscienza della partecipazione in grado di metterlo in sintonia con la comunità che lo accoglie, la sua cultura e i suoi bisogni.

Formazione e sicurezza I cittadini stranieri potranno offrirsi volontari e formalizzare l’attività che andranno a svolgere con la firma di un apposito patto di volontariato con il Comune che lo ospita e con l’ente gestore della struttura dove è accolto. I lavori socialmente utili svolti, che non prevedono compensi di alcun tipo per i migranti, avverranno nel rispetto delle garanzie di dignità e sicurezza dei soggetti, che avranno copertura assicurativa per eventuali infortuni e saranno istruiti con appositi percorsi di formazione e addestramento in materia di sicurezza.

Prefetto: «Opportunità di crescita» Per il Prefetto Bellesini, l’adozione del protocollo, in questo momento storico in cui l’emergenza immigrati è molto elevata, rappresenta un grande passo in avanti per l’integrazione: «Crediamo molto in questa iniziativa – ha affermato Bellesini – che rappresenta per il nostro territorio un’ulteriore occasione di crescita ed esalta il valore della solidarietà e della partecipazione come possibile chiave di dialogo ed integrazione fra il migrante e la comunità che lo ospita. Il coinvolgimento del richiedente asilo in attività di servizio e di pubblica utilità – ha aggiunto – può essere una formidabile opportunità di conoscenza e accettazione reciproca, in grado di rinsaldare una relazione di accoglienza tra lo straniero e la comunità che lo accoglie».

Appello alla Regione Il Prefetto ha fatto quindi riferimento all’incontro in programma con la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per il prossimo 5 agosto: «Chiederò alla presidente di continuare a lavorare per l’integrazione – ha detto -, sperando inoltre che la Regione sia in grado di mettere a disposizione ulteriori strutture per l’accoglienza, visto che il numero dei migranti, con gli sbarchi di questi giorni e che arriveranno, sono ben superiori alla quota dei 212 per i quali avevamo pubblicato un bando».

Comuni e Sindacati Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha parlato di «Passo avanti per una realtà importante, quella della migrazione, che non costituisce più un fatto transitorio, bensì costante e continuo»; il primo cittadino di Orvieto, Giuseppe Germani, ha definito la firma come «una nuova forma di condivisione con gli immigrati». Francesca Malafoglia, a nome dell’Anci, ha elogiato la «buona esperienza dell’accoglienza diffusa, auspicando una risposta equilibrata del patto su tutto il territorio». Per Manzotti della Cisl, invece, il protocollo «rappresenta un elemento che può contribuire alla tutela per promuovere il turismo culturale», mentre Todaro della Cgil lo considera «un importante spunto per capire che non si andrà a togliere lavoro agli italiani, ma si cercherà di fare integrare attraverso il volontariato».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Richiedenti asilo potranno svolgere attività di volontariato nei Comuni della provincia di Terni”

  1. E CHE FINE FARANNO I SOCIALMENTE UTILI CHE DA ANNI LAVORAVANO PER JL COMUNE E CHE DAL 9 MARZO A CAUSA DELLA PANDEMIA SONO RIMASTI A CASA?

Comments are closed.