di Maurizio Troccoli
Un ricercatore americano, esperto di grotte e, a sua volta soccorritore, è rimasto bloccato a mille metri di profondità, in Turchia. Si chiama Mark Dickey e si è sentito male durante una delle sue esplorazioni in grotta. Il malore sarebbe relativo a una emorragia gastrointestinale che l’avrebbe bloccato e impossibilitato a risalire autonomamente. E’ lì sotto, dal 2 settembre e, a partire dall’allarme lanciato, per salvargli la vita e riuscire a riportarlo in superficie, si sono smobilitati soccorritori ed esperti da diverse parti del mondo. Parliamo di circa 170 persone, tra cui alcuni soccorritori del soccorso alpino dell’Umbria, che sono già all’interno della grotta.
LA POSIZIONE DELLO SPELEOLOGO IN GROTTA

I soccorsi I primi ad arrivare sono stati gli ungheresi, che l’hanno raggiunto e gli hanno fatto una trasfusione di sangue. Poi sono arrivati italiani, bulgari, croati e polacchi, che compongono oggi un team internazionale per il suo salvataggio. Le difficoltà principali sono dovute agli stretti cunicoli e alla scarsa illuminazione in caso di trasferimento in superficie in barella. Alcune parti dovrebbero persino essere allargate e il rischio di crolli va valutato seriamente. Secondo Yusuf Ogrenecek, un membro della Federazione speleologica turca, sentito da Associated Press, lui sarebbe di «buon umore», ma probabilmente non in condizioni di risalire sulle sue gambe. E comunque in entrambi i casi la risalita richiederebbe molto tempo, sicuramente diversi giorni. La grotta è stata quindi ‘divisa’ in sezioni da affidare, ciascuna, a un ‘paese’ inteso, come squadra di soccorritori giunti sul posto.
Gli umbri Anche una squadra di tecnici del Soccorso alpino e speleologico Umbria (Sasu) è presente. Nella notte tra mercoledì e giovedì è giunta al campo base situato nei pressi della grotta Morca, nella provincia di Mersin, la prima squadra di 8 soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, partita dall’Italia nella mattinata di mercoledì. Nel pomeriggio di giovedì è entrata in grotta la prima squadra italiana di 6 tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, compresi un medico e un infermiere, che poche ore fa ha raggiunto lo speleologo statunitense.
Approfondimento È decollato ieri sera da Pratica di Mare un volo dell’Aeronautica Militare che ha trasportato in Turchia diverse squadre composte da un totale di 33 tecnici esperti nella progressione e soccorso in grotte profonde, a supporto dei soccorritori che già stanno operando. Una volta atterrati in loco, l’esercito turco li ha elitrasportati nei pressi dell’ingresso della grotta dove negli scorsi giorni è stato allestito un campo base. Un’ulteriore squadra composta da 5 tecnici del Cnsas, a bordo di due furgoni contenenti materiale logistico, si è imbarcata mercoledì sera dal porto di Brindisi alla volta della Grecia, ed è in fase di arrivo al campo base. In Turchia sono dunque presenti da questa mattina 46 operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Al momento, l’operazione è coordinata dall’Afad, l’ente turco di Protezione Civile
