di Silvia Colangeli
Cosa offre l’Umbria in termini d’innovazione, capitale umano e cooperazione? Durante il seminario aperto «Rethink» di giovedì in molti, partendo dalla propria esperienza istituzionale o di startupper, hanno provato a dare una risposta concreta.
Ripensare la cooperazione Ad aprire gli interventi Dino Ricci, presidente di Legacoop Umbria, che insieme ad Arcs ha organizzato l’evento, moderato da Andrea Bernardoni. «La crisi – ha detto Ricci – ha investito anche le cooperative, che ripensate, potrebbero rappresentare uno strumento di rilancio per l’occupazione e per i giovani che valgono». «Simbolo di resistenza lavorativa»: così il sindaco di Perugia Andrea Romizi, nel suo intervento, ha descritto il mondo dell’associazionismo. «In termini di occupazione – ha proseguito il primo cittadino – sta registrando dati in controtendenza. Non dobbiamo farci sfuggire questa opportunità».
La parola agli innovatori Filippo Lana, presidente della cooperativa San Martino, è stato il primo a raccontare la sua esperienza da “innovatore” : riaprendo “il Vicolo”, locale che ha ospitato il convegno, ha trovato un nuovo lavoro, lo ha offerto ad altri ragazzi e ha contribuito a rivitalizzare via Ulisse Rocchi. Lucilla Morelli, presidente dell’ Ecocongress di Assisi, ha invece spiegato la peculiarità della sua associazione: oltre a organizzare eventi, ne calcola la sostenibilità economica e ambientale. «La nostra cooperativa – ha invece spiegato Alessandro dell’orvietana Oasi Agricola – ha iniziato coltivando campi abbandonati, che ora fruttano e danno lavoro a persone considerate di difficile inserimento lavorativo».
Cinema, invenzioni e monete creativi A parlare anche Ivan Fringuelli del Postmodernissimo, che ha assicurato: «Aprirà prima di Natale». L’Anonima impresa sociale di cui fa parte, dagli spazi di un vecchio cinema del centro di Perugia, sta creando un esperimento partecipativo a cui si stanno interessando da tutta Italia. E’ in cerca di finanziamenti anche l’esperimento di 9 fisici dell’università di Perugia, che hanno all’attivo brevetti, dottorati e invenzioni. «Quello che ci manca – ha detto il rappresentante Ermanno Imbergamo – sono i tremila euro per costituire la cooperativa». E’ stata ascoltata con attenzione anche la proposta di un circuito alternativo di scambio monetario che presto verrà attivato anche in questo territorio. «Dopo Sardex – ha detto Fabiola de Toffol della cooperativa Link 3c – ci sarà Umbrex».
Le istituzioni che (ri)pensano Presenti all’ incontro anche l’assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco, il direttore di Immaginario Festival Alessandro Riccini Ricci, il portavoce del Forum regionale dei giovani Gabriele Biccini, la presidente provinciale di Federmanager Umbria Gabriella Parodi e il delegato del Rettore dell’Università di Perugia per l’Innovazione, il professor Loris Nadotti, che ha rilevato la dimensione del fallimento presente nelle start up: «Non è necessariamente un fattore negativo: negli Usa, secondo gli ultimi dati, vincono i bandi quelle imprese creative che presentano il loro quarto o quinto progetto e che hanno alle spalle anche esperienze negative di gestione». A chiusura del seminario anche l’intervento della vicepresidente della Regione Carla Casciari. «Nella prossima programmazione – ha detto l’assessore al welfare – dei fondi europei abbiamo cercato di estendere il più possibile il concetto d’impresa per far si che anche giovani e creativi possano accedere più facilmente a questi tipi di finanziamenti».
