di Iv. Por.
Respinto dagli ospedali di tre regioni e anche dal Santa Maria di Terni, un uomo di 61 anni è stato salvato all’ospedale di Perugia, dove è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico.
L’operazione Un uomo di 61 anni, proveniente dall’ospedale dell’Aquila è stato sottoposto mercoledì notte ad un delicatissimo intervernto chirurgicio al cuore dalla equipe del professor Temistocle Ragni, direttore della Strutura complessa di Cardiochirurgia del S.Maria della Misericordia di Perugia. Si è trattato di una dissezione aortica in paziente già operato di by-pass aortocoronarico. La dissezione si è verificata martedi scorso presso l’ospedale dell’Aquila durante una procedura cardiologica invasiva.
Respinto da tre regioni Secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, a causa della grave instabilità clinica, i sanitari aquilani hanno subito attivato i centri cardiochirurgici dell’Abruzzo, del Lazio, della Marche e di Terni che, con varie motivazioni, avrebbero dato risposta negativa. Il paziente è arrivato quindi, in condizioni di emergenza, al nosocomio perugino ed è stato immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico che si è protratto per 8 ore. Attualmente il paziente è in terapia intensiva in condizioni stabili anche se la prognosi, per il momento, rimane ancora riservata.
Soddisfazione di Orlandi Il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi, ha espresso ai componenti dell’equipe e al professor Ragni la «soddisfazione» della Direzione Generale e degli operatori per «l’efficienza professionale ed organizzativa dimostrata anche in questa situazione di emergenza».
Accolti i parenti Oltre ad accogliere il paziente operato ieri al cuore nelle proprie strutture sanitarie, l’Azienda ospedaliera di Perugia si è attivata per offrire ospitalità anche ai familiari dell’uomo. I familiari resteranno ospiti per tutta la durata del ricovero del loro congiunto presso la Casa di accoglienza dei Padri Cappuccini nella residenza di Case Bruciate, con la quale l’ospedale di Perugia ha stipulato un accordo per l’accoglienza sia dei genitori dei bambini nati prematuri sia in casi particolari dei familiari di cittadini ricoverati presso il nosocomio perugino, provenienti da altre regioni.


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